In Italia, senza poliziotti, non ci sarebbe alcuna libertà. Nemmeno quella di dire certe idiozie. Mi fa specie, però, che il dipartimento, sempre molto attento ad ogni singolo respiro dei poliziotti, non ci tenga a ribadire il senso dello stato di diritto. Lo stesso stato di diritto che il Capo della Polizia, Vittorio Pisani, si è premurato con estrema celerità di ribadire dopo i fatti di Pisa, dove i colleghi del Reparto Mobile di Firenze sono stati letteralmente schiacciati da giovani violenti e manovrati dalla solita politica.
Per noi è un film già visto: prendiamo denunce e atti dovuti, discipline e sospensioni al primo cittadino che si lamenta anche a sproposito. Ormai è uno status quo. Però ci farebbe estremo piacere, ed anzi sarebbe doveroso, se l’Istituzione ribadisse a chiare note che le libertà di tutti passano per il sacrificio dei poliziotti.
È ben vero che non ha senso l’auto-celebrazione, ma allora tutta quella pubblicità di tutte quelle fotografie di poliziotti che salvano animaletti a bordo strada? In Colombia la polizia ha diffuso la fotografia dell’arresto del boss della ‘ndrangheta Giuseppe Palermo: si vede il boss tra due poliziotti, due teste di cuoio, da una parte un agente con un fucile e, dall’altra, uno con lo scudo tattico. Entrambi a volto coperto. Il messaggio che passa è rassicurante, un boss della malavita arrestato con le manette ai polsi scortato da chi per assicurarlo alla Giustizia ha rischiato la vita! O la Colombia non è un Paese democratico o il nostro ha scelto la via del buonismo e dell’apparenza!
Questo capita da noi perché le Istituzioni assecondano le farneticazioni di certi fanatici esaltati che stanno creando un pericoloso clima di odio: è per questo che è necessario ribadire l’unico senso dell’ordine democratico, ovvero lo stato di diritto.
A Milano due giorni fa due ragazzi marocchini di 15 anni si sono resi responsabili di una rapina sul treno proveniente da Torino: andavano in giro con un coltello con una lama di 14 cm e con un martelletto, sono stati fermati ed arrestati dagli agenti della polizia Ferroviaria di Milano. Ora io vorrei tanto chiedere al centro sociale Boccaccio: senza polizia, senza poliziotti, cosa avrebbero combinato i due giovani rapinatori?
Io ho letto le rivendicazioni di questi estremisti di sinistra del Boccaccio: parlano a sproposito di militarizzazione del territorio (immaginiamo una città senza polizia come possa gestire il fenomeno dello spaccio!), farneticano di “brutalità istituzionalizzata” (e allora la Colombia non è un paese democratico?), dicono che la polizia è violenta con le classi subalterne perché le considera il nemico (talmente tanto che per farli contenti durante i servizi di ordine pubblico ci nascondono per non suscitare in loro qualche problema).
Per loro si tratta di un’utopia ma non irrealizzabile. Pensa tu che scemi noi poliziotti che per rendere sicure le strade cittadine ci prendiamo coltellate e colpi di pistola.
Lo chiamano progresso. Eccolo il progresso che vogliono: giovani maturandi si rifiutano di fare l’esame orale della maturità e loro li applaudono; Carola Rackete sperona una motovedetta della Guardia di Finanza, loro la applaudono e lei finisce al Parlamento Europeo; Ilaria Salis (fondatrice, guarda caso, proprio del centro sociale Boccaccio) viene arrestata in Ungheria accusata di gravi reati e per uscire dal carcere ungherese loro la candidano al Parlamento Europeo, delira e inneggia all’occupazione delle case e alla ribellione alla Polizia e diventa un’eroina.
È proprio un mondo al contrario! È quel tipo di mondo che pretende che la Polizia non insegua chi scappa. Praticamente stanno sempre dalla parte dei delinquenti. E attenzione: delinquenti non significa ultimi.
Loro sono il mondo al contrario. Dicono e fanno tutto e il contrario di tutto, ma soprattutto vanno al contrario rispetto al buon senso ed al comune senso di giustizia. Non esiste pudore. Bestemmiano e pretendono che la gente non si infastidisca; insultano noi poliziotti come fossimo i loro zerbini; predicano la pace con le bandiere arcobaleno e poi scendono in piazza con bandiere nere e con quelle con le stelle a cinque punte; ci lanciano le molotov e inneggiano alle Brigate Rosse. Inneggiano alle Brigate Rosse e nessuno dice loro nulla! Io mi chiedo che stato di diritto sia mai questo se qualcuno può prendere ad esempio spietati ed efferati criminali. Ed è ancor più terrificante sapere che alcuni magistrati, anche nel recente passato, sono scesi in piazza coi centri sociali…
Insomma, loro vorrebbero un mondo senza polizia. Noi vorremmo un mondo giusto, dove chi sbaglia se ne va in galera e non esce dopo qualche giorno ma a fine pena. Perché regola primaria e fondante dello stato di diritto è la certezza della pena!
Questi personaggi che vogliono un mondo senza polizia sono rappresentati idealmente da una persona, Ilaria Salis, che lotta contro le regole. Che futuro si prospetta per questo mondo di anarchia…
Andrea Cecchini, Segretario Italia Celere
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