Nel nuovo episodio di Sette vite, Giulia Ligresti si racconta con una sincerità disarmante: la sua infanzia, la figura del padre, la vicenda giudiziaria che l’ha segnata e il suo impegno umanitario. Un dialogo che ha attraversato dolore e rinascita. “Ogni tanto mi chiedo: sei felice, Giulia? E mi rispondo di sì. Credo che certe cose accadano perché è il nostro destino che accadano, e possiamo solo imparare a trasformarle”. Giulia Ligresti ha ripercorso i momenti più difficili della sua vita dall’arresto alla detenzione fino alla decisione di raccontare tutto nel libro “Niente è come sembra”. Nessun vittimismo, ma la volontà di dare un senso anche al dolore: “Non ho mai voluto passare per vittima. La mia vita è fatta di gratitudine. Ogni giorno ringrazio per quello che ho, perché so quanto possa essere fragile la libertà”.
Oggi il suo impegno è rivolto alle missioni umanitarie nei luoghi più martoriati del mondo: Siria, Gaza, Afghanistan, Etiopia. “Sono stata ad Aleppo, metà della città è distrutta. Ma la cosa che mi ha colpito di più è vedere, in cima a un edificio sventrato, dei panni stesi al balcone. Sotto distruzione, sopra vita. Quella è la vera resilienza”.
E quando le è stato chiesto se un giorno la vedremo sindaco di Milano, ha sorriso: “Mi piacerebbe. Prima di tutto ascolterei i cittadini. Forse non ho capito ancora tutte le vere esigenze, ma so che per governare bisogna stare tra la gente”. Un racconto di forza e di rinascita in cui la fragilità diventa strumento di consapevolezza e la vita, nonostante tutto, continua a vincere.
Hoara Borselli, 17 dicembre 2025
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