Lo sapete chi voterei io come leader supremo in politica e in coscienza? La Sora Lella. La Sora Lella, la sorella di Aldo Fabrizi e lo sapete perché? Perché lei aveva una regola, una legge morale dentro di sé che compendiava tutte le istanze liberali, libertarie, libertine, di tolleranza, di civiltà, di stile e di misura. E la regola era: “Invece de ‘nnà in giro a rompe li cojoni!”. E sì, “perché poi se noi si va a vedere”, come direbbe Luciano “Lucio” Spalletti, è sempre la solita vecchia storia del più puro dei puri che ti epura o meglio si epura da solo nel vortice della miserabilità.
O della sprofonda ipocrisia comunista, c’è qui una di queste, una eurodeputata per l’Unione Europea, la Manon, che non è Lescaut ma Aubry, figlia di magnate che magna nelle fila di Melenchon. Tutti ne abbiamo almeno una di queste paracompagne a Bruxelles, la Francia ha la Manon, l’Italia ha la Salìs, la Germania ha la Rackète: Manon non fa altro che l’ereditiera, però ha ribattezzato lo yacht di famiglia da “Le Jean-Luc” a “Free Palestine”, che è sempre un bel gesto situazionista; Ilaler va a Tirana a inneggiare alla “rivoluzione fenicotteriiih!”, la Carola, dopo avere colato a picco una corvetta della finanza in nome dell’integrazionismo marinaro, ha mollato la causa ma non il bonifico e adesso sale sugli alberi a tempo perso, cioè tutto.
Ve lo ricordate il Fantozzi di “poteve opevaio a Povto Votondo?”. Ecco, la storia si ripete, sempre, se comunista la prima volta direttamente come farsa, la seconda come atellana.
Queste buffone di buona famiglia non fanno che perdere tempo, però con una certa eleganza: la Manon la mattina fa footing sul ponte dello yacht, ha denunciato come proprietà “solo una bicicletta”, poi l’eredità domestica, come gli 800mila euro netti di euro indennità nei primi due anni, vanno evidentemente considerati argent de poche, lei si infila la maglietta lelliana “tassare i ricchi”, dichiara guerra ai condizionatori e Closer un rotocalco francese la bullizza: “Mentre i francesi soffocano, la deputata LFI fa yachting”. E sui social piovono pietre a guisa di sfottò: “E’ fantastico essere di estrema sinistra e anticapitalista”.
Invece de annà in giro a rompe li cojoni. La Manon ovviamente non l’ha presa bene e strepita di machine de la boue, che sarebbe come osate voi plebe venirmi a fare i conti in tasca? Straccioni sudati che non siete altro, io mi sacrifico per voi, sullo yacht sfoggio braccioli “free Palestine” e neanche lo apprezzate, ingratitudine de merde! Le rispondono: “Se ti applicassimo il tuo programma, ti ritroveresti nuda in acqua mentre i migranti si abbronzerebbero sul tuo veliero con un cocktail in mano. Questi Lfisti non sono altro che una banda di tartufi dannosi”. Pure gli AVSisti, i Piddinisti, i Linkisti eccetera.
Hai voja ad arrampicarti sui vetri del panfilo, a dire che non devi giustificarti di niente siccome sei ricca: ma chi credi di prendere in giro, ah Manon? “Nessuno si lascia ingannare dalla manovra dell’estrema destra per cavarsela a buon mercato di fronte al vuoto del loro programma per deviare la responsabilità dei miliardari nel cambiamento climatico, l’1% dei più ricchi genera di di due volte le missioni di carbonio prodotte…”. Bla bla bla, le mille balle bleu, ma, in caso, in quell’1% tossico lei ci sta dentro da protagonista con la sua faccia da bisquit. O da Basquiat.
Certa gente non tiene il senso della vergogna: “invece de annà in giro a rompe li cojoni” dovrebbe tacere, sparire, tartufi, farisei da élite. Invece questa ha ancora il coraggio dell’indecenza: “Contate su di me per proseguire la lotta a Bruxelles contro i veri responsabili del cambiamento climatico”. La Manon de Dios! Che si crede al di là del bene, del male e del peggio.
Sì, c’è sicuramente l’arroganza e la poca profondità della ricca mai cresciuta, della viziata cronica, ma c’è pure la convinzione, purtroppo fondata, che nella politica attuale ci si possa comportare da cialtroni tanto non succede niente, il fango asciuga subito, l’importante è non cedere mai al rimorso della decenza ma insistere nella protervia dell’arroganza, nel vittimismo aggressivo. Cartoni animati come Manon, Ilaler, Carola non si capisce come siano stati escogitati, candidati, eletti, ma è successo e queste che dovrebbero fare? Contrirsi?
Scoprire una dignità che non sospettano? Ma no, se vogliono mantenere il livello lussuosamente parassitario derivato da una politica completamente insensata, fuori controllo, che si pasce della propria cifra immonda, non hanno che da insistere sul personaggio pagliaccesco o malfamato che gli ha garantito l’elezione.
Una come Ursula non è al di sotto della vergogna, non è vertiginosamente squalificata in tutto ciò che ha combinato? Eppure, può restare in cima al falansterio avvolta dall’aria condizionata che proibisce agli schiavi dall’ottavo piano in giù. Una cosa peggio che vergognosa, ma nessuno ci fa caso e che non produce nessuna conseguenza. “Ah, annamo bene, proprio bene!”. Sora Lella dove sei.
Max Del Papa, 29 giugno 2026
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