
Mojtaba Khamenei, il nuovo leader supremo dell’Iran, è rimasto ferito durante i bombardamenti congiunti di Stati Uniti e Israele. Nel raid, avvenuto il primo giorno degli attacchi, sono stati uccisi il padre, Ali Khamenei, e sua moglie. Secondo il ministero degli Esteri iraniano, Mojtaba ha riportato una frattura al piede, un livido intorno all’occhio sinistro e alcune ferite leggere al viso. Dalle dichiarazioni ufficiali, il leader si trova in condizioni stabili e al sicuro, ma non è ancora stato visto in pubblico. Il figlio del presidente Masoud Pezeshkian, Yousef, ha confermato l’assenza di preoccupazioni per la sua salute.
Il mistero del discorso trasmesso in televisione
Giovedì 12 marzo 2026, Mojtaba Khamenei ha pronunciato il suo primo discorso come Guida Suprema dell’Iran. Tuttavia, non è apparso né in video né di persona, alimentando ulteriori speculazioni sul suo stato di salute. Il messaggio è stato letto in diretta televisiva da una presentatrice della tv di Stato iraniana. Questa decisione ha generato dubbi e incertezze all’interno e all’esterno del paese, considerando il contesto di tensioni crescenti dovuto alla guerra in corso.
I punti principali del discorso
Nel suo messaggio, Mojtaba Khamenei ha annunciato che l’Iran non rinuncerà a vendicare il sangue dei “martiri” deceduti durante i bombardamenti. Ha anche promesso una risposta per la strage avvenuta in una scuola di Minab, dove molte bambine sono rimaste uccise. «La vendetta ci sarà per ogni singola vita iraniana persa in questa guerra», ha dichiarato. Ha inoltre chiesto la chiusura immediata delle basi statunitensi nella regione e mantenuto la posizione di bloccare lo Stretto di Hormuz come leva di pressione politica e militare.
Apertura verso i vicini e avvertimenti
Nonostante il tono deciso in merito ai nemici, Khamenei ha espresso la volontà di mantenere rapporti amichevoli con i paesi vicini. Ha però sottolineato che le basi militari statunitensi presenti in quei territori rappresentano un pericolo per l’Iran. Ha avvisato che, qualora ci fossero ulteriori attacchi dal loro territorio, l’Iran sarebbe costretto a reagire. «Abbiamo fatto degli avvertimenti chiari. Se le provocazioni continueranno, ci vedremo costretti ad agire di conseguenza», ha detto nel suo discorso.
La guerra e le sue conseguenze economiche
Nel tredicesimo giorno del conflitto, il prezzo del petrolio ha superato i 100 dollari al barile. Il Brent del Mare del Nord è salito del 9,3%, mentre il WTI ha registrato un incremento dell’8,8%. Lo Stretto di Hormuz è al centro delle tensioni, con attacchi continui e tre marinai ancora bloccati su una nave colpita dai Pasdaran. Intanto, Teheran ha lanciato missili contro Qatar e Dubai, incrementando le preoccupazioni nei mercati internazionali.
Il futuro della Guida Suprema
Mojtaba Khamenei ha concluso il suo discorso ribadendo la sua promessa al defunto padre, Ali Khamenei, di continuare il suo lavoro e mantenere uno spirito di unità tra i leader iraniani. «Seguiremo il percorso tracciato e faremo del nostro meglio per proteggere la nazione e il suo futuro», ha affermato il leader iraniano, rivolgendosi alla popolazione.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).