Iran, Trump incita i rivoltosi: “L’aiuto è in arrivo”

Proteste e violenze: oltre 12.000 morti secondo l’opposizione

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trump khamenei

Le proteste antigovernative in Iran, iniziate il 28 dicembre scorso, hanno provocato un bilancio tragico. L’organizzazione Iran International, con sede a Londra, stima almeno 12.000 vittime, molte delle quali giovani sotto i 30 anni, uccise principalmente durante le notti dell’8 e 9 gennaio. Questo sarebbe il massacro più grave nella storia contemporanea del Paese. Le autorità iraniane, dal canto loro, parlano di circa 3.000 morti, inclusi membri delle forze di sicurezza, attribuendo la responsabilità dei disordini ai “terroristi”. Tali cifre trovano conferma solo parziale a causa del blackout totale di internet imposto dalle autorità iraniane l’8 gennaio.

Donald Trump incita i manifestanti: “L’aiuto è in arrivo”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è intervenuto direttamente sulla questione attraverso il suo social media Truth Social. Trump ha lanciato un messaggio ai manifestanti iraniani: “Patrioti iraniani, continuate a protestare, prendete il controllo delle vostre istituzioni”. Ha anche invitato i cittadini a documentare i nomi di chi si sarebbe macchiato di abusi e violenze, promettendo che tali responsabili “pagheranno un prezzo altissimo”. Ha poi dichiarato di aver cancellato tutti gli incontri programmati con i funzionari iraniani sino alla cessazione delle uccisioni.

Tensione diplomatica internazionale

Le dichiarazioni di Trump hanno provocato una dura reazione da parte della Russia. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha definito le minacce americane di attacchi militari “categoricamente inaccettabili”. Ha accusato Washington di utilizzare i disordini come pretesto per destabilizzare l’Iran. Intanto, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha giustificato il blocco di internet come misura necessaria contro “operazioni terroristiche orchestrate dall’estero” e non come strumento per nascondere la repressione.

Reazioni e condanne internazionali

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, si è detto profondamente inorridito dalla repressione in Iran. “L’uccisione di manifestanti pacifici deve cessare. Non è accettabile etichettare queste persone come terroristi per giustificare la violenza”, ha affermato. Anche il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha condannato fermamente le violenze e annunciato sanzioni contro i responsabili. Vari Paesi, tra cui Francia e Italia, hanno convocato gli ambasciatori iraniani per protestare contro la repressione in corso.

 

L’Italia chiede rispetto per i diritti umani

A Roma, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l’ambasciatore iraniano presso la Farnesina. Tajani ha dichiarato: “Le donne e gli uomini dell’Iran stanno combattendo per la libertà, pagando un altissimo prezzo in termini di sofferenze, carcerazioni e torture. Questo è inaccettabile”. L’Italia, insieme agli altri partner europei e del G7, continua a lavorare per una soluzione della crisi che rispetti i diritti fondamentali del popolo iraniano.

Minorenni nel mirino: denunce e appelli

Le Nazioni Unite e diverse organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato l’uccisione e la detenzione di minorenni durante le proteste. Save the Children ha ribadito che i bambini e gli adolescenti devono essere protetti da qualsiasi tipo di violenza. “Nessun bambino dovrebbe perdere la vita per aver espresso la propria opinione”, ha dichiarato Ahmad Alhendawi dell’organizzazione. L’appello è stato rivolto al governo iraniano affinché ponga fine alla violenza e liberi i minori detenuti.

L’incertezza di fronte al blackout informativo

Il blackout totale di internet imposto dall’Iran rende complicata la verifica indipendente delle informazioni. Tuttavia, alcune testimonianze trapelano grazie al servizio satellitare Starlink, ma la situazione rimane difficilmente monitorabile. Questo clima di controllo e censura alimenta sfiducia verso le cifre ufficiali e acuisce le incertezze sul reale impatto della repressione.

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