In aggiornamento

Israele è entrata a Gaza City

Al via l'invasione della città. Trump: "Hamas non usi gli ostaggi come scudi umani"

6.3k 29
Tank israeliano

Nella notte del 15 settembre 2025, i carri armati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) sono entrati a Gaza City, segnando l’inizio di una massiccia operazione militare. L’azione è stata accompagnata da attacchi con droni, artiglieria e raid aerei che hanno pesantemente colpito diverse aree della città, in particolare via Al-Jalaa. Secondo i media palestinesi, si sono verificati 37 attacchi in soli 20 minuti, generando forti esplosioni percepibili anche a notevole distanza. Questi eventi hanno portato a una fuga di massa dalla zona nord-occidentale della città, con circa 70.000 persone spostatesi verso aree più sicure, come Deir al Balah e Khan Younis.

La reazione di Hamas e l’accusa contro Israele

In risposta all’escalation militare, Hamas ha accusato Israele di crimini contro l’umanità. Secondo il gruppo, la situazione a Gaza rappresenterebbe un “genocidio in piena regola”. Sempre nella giornata del 15 settembre, Hamas ha dichiarato che avrebbe spostato gli ostaggi in superficie per usarli come scudi umani contro l’avanzata dell’esercito israeliano. Ha anche puntato il dito contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, indicandolo come “responsabile ultimo del destino degli ostaggi” trattenuti a Gaza. Secondo Hamas, questa offensiva non porterà ad alcun risultato positivo per Israele e si tradurrà in fallimento.

L’appello delle famiglie degli ostaggi

Il Forum delle Famiglie degli Ostaggi, che rappresenta i parenti degli ostaggi israeliani detenuti a Gaza, ha lanciato un appello disperato. Ha accusato il primo ministro Netanyahu di ignorare i rischi per la vita degli ostaggi. Nel comunicato, il gruppo ha affermato che alcune delle persone considerate ancora vive potrebbero non sopravvivere a lungo, e questa potrebbe essere l’ultima occasione per riportarle a casa o recuperare i corpi in modo dignitoso per una sepoltura. Secondo il Forum, Netanyahu avrebbe ignorato gli avvertimenti del capo di stato maggiore dell’IDF, che aveva consigliato maggiore prudenza nell’operazione.

L’operazione “Carri di Gedeone 2”

L’operazione militare, denominata “Carri di Gedeone 2”, ha coinvolto un ingente spiegamento di mezzi e risorse. Israele ha intensificato la sua presenza militare lungo il confine nord della Striscia di Gaza prima di entrare nella città. Le immagini dei raid mostrano il cielo sopra Gaza City illuminato da esplosioni, mentre il rumore degli attacchi è stato udito persino fino al centro di Israele. La popolazione locale si trova in una situazione critica, esposta a sfollamenti forzati e senza accesso sicuro ai beni di prima necessità.

Articolo in aggiornamento


Ore 8.00

L’ufficio del ministro della Difesa Israel, Katz, ha detto: “ Gaza sta bruciando”. L’esercito israeliano “sta colpendo con pugno di ferro le infrastrutture terroristiche e i soldati stanno combattendo coraggiosamente per creare le condizioni per il rilascio degli ostaggi e la sconfitta di Hamas. Non ci arrenderemo e non torneremo indietro, finché la missione non sarà completata”.

Ore 8.20 Rubio: “Il tempo per un accordo sta per scadere”

“Gli israeliani hanno iniziato le operazioni a Gaza City. Riteniamo quindi che il tempo a disposizione per raggiungere un accordo sia molto breve”, ha detto il segretario di Stato Usa, Marco Rubio. “Non abbiamo più mesi a disposizione, ma probabilmente solo giorni e forse qualche settimana. La nostra prima scelta è che tutto questo finisca con un accordo negoziato in cui Hamas dichiari: ci smilitarizzeremo, non saremo più una minaccia. Se c’è un Paese al mondo che potrebbe aiutare a porre fine a tutto questo attraverso i negoziati, quello è il Qatar”.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version