
Il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, raggiunto grazie alla mediazione americana, è entrato nella sua prima fase. La tregua è stata stabilita dopo il devastante conflitto scaturito dall’attentato del 7 ottobre 2023, in cui persero la vita 1.194 israeliani e 250 furono rapiti.
Secondo i dati disponibili, al momento Hamas ha liberato 20 prigionieri israeliani e ha restituito i corpi di 14 degli ostaggi deceduti. Tuttavia, entrambe le parti si accusano vicendevolmente di aver violato il cessate il fuoco. Intanto, sono stati riaperti i valichi di Kerem Shalom e Kissufim, anche se il flusso di aiuti umanitari viene considerato ancora insufficiente per le esigenze della popolazione di Gaza. La Corte internazionale di giustizia ha condannato Israele intimandola a facilitare gli aiuti umanitari.
L’annessione dalla Cisgiordania
Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, ha espresso la sua ferma opposizione all’annessione della Cisgiordania da parte di Israele. In un’intervista rilasciata il 15 ottobre 2023, Trump ha dichiarato: “Israele perderebbe tutto il sostegno degli Stati Uniti se procedesse con l’annessione. Ho dato la mia parola ai Paesi arabi”. Il presidente ha ribadito che la decisione di non supportare tale annessione rientra negli accordi stretti con gli stati arabi della regione.
Parlando del conflitto nella Striscia di Gaza, Trump ha riportato di aver fatto pressione sul primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu affinché accettasse il cessate il fuoco. “Netanyahu avrebbe continuato all’infinito,” ha raccontato Trump. Ha inoltre ricordato di aver sempre sostenuto Israele in passato, citando il riconoscimento della sovranità israeliana sulle Alture del Golan e gli Accordi di Abramo, oltre al supporto contro l’Iran.
Il voto preliminare alla Knesset
Il 23 ottobre 2025, la Knesset, il parlamento israeliano, ha approvato in prima votazione un disegno di legge per estendere la sovranità israeliana alla Cisgiordania. La proposta, avviata da Avi Maoz, deputato del partito ultraconservatore Noam, ha ricevuto 25 voti favorevoli e 24 contrari. Questa decisione ha suscitato critiche sia a livello interno, da parte del premier Benjamin Netanyahu, sia a livello internazionale.
Il vicepresidente americano JD Vance ha espresso tutto il suo disappunto verso questa iniziativa, definendola “strana e sciocca.” Vance ha ribadito la posizione dell’amministrazione Trump, secondo cui l’annessione non sarà tollerata, sottolineando: “Non permetteremo a Israele di annettere la Cisgiordania”. Anche il segretario di Stato Marco Rubio ha descritto la mossa come potenzialmente dannosa per il fragile cessate il fuoco in Gaza.
Numerose sono state le reazioni di condanna contro la votazione della Knesset. La Turchia ha definito l’annessione una “provocazione illegale,” affermando che viola il diritto internazionale. Analogamente, Hamas ha descritto la proposta di legge come un tentativo di legittimare gli insediamenti, insistendo che la Cisgiordania rimarrà territorio palestinese. Allo stesso tempo, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha sottolineato che tali decisioni rischiano di compromettere i progressi fatti per trasformare la tregua di Gaza in una pace duratura.
Piano USA per Gaza
Nell’ambito degli sforzi per stabilizzare la situazione a Gaza, gli Stati Uniti starebbero valutando un piano di ricostruzione che prevede la suddivisione dell’area in zone di controllo separate tra Israele e Hamas. Secondo questa visione, la ricostruzione sarebbe avviata solo nei territori controllati da Israele, fino al totale disarmo di Hamas. Jared Kushner, inviato americano e genero di Trump, è considerato l’ideatore del piano, che ha però incontrato la resistenza dei mediatori arabi.
Nel frattempo, secondo fonti governative, gli Stati Uniti starebbero sondando la possibilità di richiedere un mandato ONU per la creazione di una forza di sicurezza internazionale a Gaza. Tuttavia, la realizzazione di tale progetto richiederebbe ulteriori negoziati e una forte cooperazione internazionale.
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