Israele zittisce Mattarella: “Non uccidiamo a caso. Sbagliate le sue frasi su Gaza”

Durissima replica del presidente Herzog alle parole di Re Sergio sulla "ostinazione a uccidere indicsriminatamente" nella Striscia

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herzog mattarella

Israele replica a Sergio Mattarella. E lo fa forse con più garbo della Russia, che aveva inserito il Presidente della Repubblica nella lista dei “russofobi”, ma il principio è più o meno lo stesso: Tel Aviv non concorda con i discorsi del Capo dello Stato sulla guerra nella Striscia di Gaza.

Il 30 luglio 2025, nel corso della tradizionale cerimonia del Ventaglio al Quirinale, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aveva rivolto un discorso molto diretto sulle principali crisi internazionali. L’incontro, che ogni anno segna un momento di confronto tra il Capo dello Stato e i giornalisti parlamentari, ha visto Mattarella esprimere allarmi e giudizi netti su Gaza, Ucraina e il pericolo dell’antisemitismo. Il Presidente non si è limitato a richiami generali, ma ha portato esempi concreti, citando fatti e prendendo posizione su questioni delicate, come la presunta ostinazione nell’uccidere civili in Medio Oriente e l’aggressività della Russia verso l’Europa.

L’allarme su Gaza

Mattarella aveva definito la situazione della Striscia di Gaza “drammaticamente più grave e intollerabile”. Ha ricordato episodi specifici, come l’attacco ad ambulanze, la morte di medici e infermieri che soccorrevano feriti, il bersaglio su bambini in fila per l’acqua, persone uccise mentre aspettavano cibo e la distruzione di ospedali dove si trovavano anche bambini ricoverati per denutrizione. Queste le sue parole: “È difficile, in una catena simile, vedere una involontaria ripetizione di errori e non ravvisarvi l’ostinazione a uccidere indiscriminatamente”.

Netta la replica di presidente israeliano Isaac Herzog: “Nutro grande rispetto per il Presidente della Repubblica, il mio amico Sergio Mattarella. Per questo motivo sono rimasto rattristato da alcuni aspetti delle sue recenti dichiarazioni sulla situazione a Gaza e ho sentito il bisogno di chiarire i fatti”. Herzog riconosce a Re Sergio di aver ricordato il brutale attacco del 7 ottobre e che “delle centinaia di persone innocenti prese in ostaggio da Hamas in quel giorno buio, 50 rimangono prigioniere, trattenute in condizioni disumane nei tunnel di Hamas”. Poi la stilettata: “Israele ha accettato numerose offerte di cessate il fuoco mediate. Hamas ha ripetutamente respinto gli accordi e si è rifiutato di rilasciare gli ostaggi.Israele ha accettato numerose offerte di cessate il fuoco mediate. Hamas ha ripetutamente respinto gli accordi e si è rifiutato di rilasciare gli ostaggi. Israele non ha ‘intenzione di uccidere indiscriminatamente’. Vogliamo solo vivere in pace e sicurezza. Sì, in guerra accadono errori e non siamo indifferenti al dolore dei civili palestinesi a Gaza. Stiamo facendo tutto il possibile per migliorare la situazione. Agiamo secondo il diritto internazionale in condizioni quasi impossibili. A differenza del nostro nemico, che viola palesemente e orgogliosamente le convenzioni e le leggi sui diritti umani. Come è stato reso noto, Israele ha avviato un importante sforzo umanitario, che intendiamo ampliare ulteriormente insieme ai nostri partner, tra cui l’Italia. I nostri amici devono mantenere ferma la chiarezza morale: Hamas ha iniziato questa guerra, Hamas tiene gli ostaggi, Hamas è responsabile delle sofferenze di entrambe le parti e la pressione internazionale deve essere rivolta a loro. Ribadisco: c’è una chiave per porre fine a questa tragedia, ed è il rilascio degli ostaggi trattenuti a Gaza. Se Hamas volesse davvero un futuro migliore per la popolazione di Gaza, dovrebbe rilasciare immediatamente gli ostaggi”.

Mattarella ci ricasca

Mattarella, da tempo sostenitore della linea atlantista, è stato recentemente inserito dal Ministero degli Esteri russo in una lista di personalità accusate di “incitamento all’odio” contro la Russia. Dopo alcune sue dichiarazioni pronunciate all’Università di Marsiglia il 5 febbraio, in cui ha paragonato l’invasione russa dell’Ucraina allo spirito del Terzo Reich, la risposta di Mosca non si è fatta attendere. La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha definito le sue parole “invenzioni blasfeme”. In seguito a questi eventi, gruppi hacker filorussi hanno lanciato attacchi informatici contro siti italiani di servizi pubblici e finanziari, tra cui quello del Ministero degli Esteri e delle forze armate il 17 febbraio. La politica italiana ha manifestato solidarietà al Capo dello Stato, anche se su questo nostro sito ci siamo permessi di far notare che se si arriva a paragonare il Cremlino al Terzo Reich, il minimo che ci si possa aspettare è una reazione stizzita.  È successo con Mosca, è avvenuto di nuovo con Israele.

Impegno internazionale per gli aiuti a Gaza

In questi giorni, la crisi umanitaria a Gaza ha visto l’attivazione di varie iniziative internazionali di soccorso. La Francia, in collaborazione con la Giordania, ha effettuato il primo lancio aereo di aiuti alimentari nella Striscia. Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha annunciato l’inizio della missione “Solidarity Path Operation 2”, con aviolanci di beni essenziali alla popolazione civile di Gaza tramite aerei militari, da avviare dopo il 9 agosto. Anche la Germania si è mobilitata, inviando quasi 14 tonnellate di aiuti in due voli della Luftwaffe. Altre missioni umanitarie includono la nave-ospedale Vulcano e il trasferimento di feriti in Italia. Secondo dati delle autorità locali, almeno 83 persone sono morte nelle ultime 24 ore a Gaza, di cui 53 mentre cercavano di ricevere aiuti.

Ondata di tensione e richieste di cessate il fuoco

In parallelo alle iniziative umanitarie si sono moltiplicati gli appelli per una tregua effettiva e una maggiore pressione diplomatica su tutte le parti coinvolte. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, a margine di un vertice internazionale, ha sottolineato che la comunità internazionale ha la responsabilità di garantire una tregua e assicurare il rifornimento di beni essenziali a Gaza. Anche la premier italiana Giorgia Meloni, in un colloquio con Benjamin Netanyahu, ha ribadito la necessità di fermare subito la violenza.

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