Italia condannata a pagare algerino trasferito in Albania

La decisione del tribunale di Roma. Era destinato a Brindisi, poi è stato trasferito oltremare. E dopo 19 anni ha fatto domanda di asilo

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Centro albaniasadsa +migrante

Forse la riforma della giustizia in questo caso c’entra poco. Però un ragionamento sulle sentenze che arrivano in tema di immigrazione, prima o poi andrà fatto. Non ci sono solo gli enormi ostacoli che le decisioni dei tribunali hanno disseminato sul percorso del governo per rendere completamente operativi i centri in Albania. Adesso il Viminale (cioè lo Stato, cioè i contribuenti italiano, quindi voi che ci leggete) dovrà risarcire un immigrato che era stato portato negli hub albanesi.

Come riporta La Repubblica, il tribunale di Roma ha condannato il ministero dell’Interno a risarcire con 700 euro un migrante algerino per il mese trascorso illegittimamente nel Cpr di Gjader, in Albania. La sentenza, firmata il 10 febbraio, è la prima a riconoscere l’illegittimità di un trasferimento da un centro italiano a quello albanese e potrebbe aprire un nuovo fronte di scontro politico, anche in vista del referendum sulla giustizia.

Secondo i giudici, il trasferimento ha inciso su diritti fondamentali tutelati dalla Costituzione e dalle convenzioni internazionali. L’uomo, 50 anni, residente in Italia da 19 anni, con compagna italiana e due figli minori, era trattenuto nel Cpr di Gradisca d’Isonzo quando, il 10 aprile scorso, è stato spostato con la comunicazione di una destinazione diversa (Brindisi). Solo 48 ore dopo l’arrivo ha saputo di trovarsi in Albania. Presentata domanda d’asilo, il 9 maggio è stato liberato su decisione dei giudici.

Le opposizioni parlano di fallimento politico e giuridico dei centri in Albania. Per il Pd e Più Europa, il caso dimostrerebbe scelte “improvvisate”, lesive dei diritti e onerose per le casse pubbliche.

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