La notizia è di quelle succulente. Girava ieri sui social un documento interno dell’Istituto superiore Marconi-Lussu di Villacidro (in provincia di Cagliari) in cui si raccomandava che all’incontro che la presidente Todde farà il 3 ottobre con gli studenti, le domande non potranno né contenere “quesiti politici e strumentalizzazioni” né accenni alle “vicende giudiziarie”. E la cosa più grave che “le domande una volta elaborate dovranno essere condivise con il responsabile della comunicazione della presidente”.
Nella serata di ieri, il puntuale Enrico Fresu ne ha scritto sul sito de L’Unione Sarda, aprendo la polemica politica: sulla vicenda il deputato sardo di Fdi Salvatore Deidda ha persino annunciato “un’interrogazione al Ministro Valditara affinché questi episodi e tentativi di strumentalizzare i ragazzi siano vietati dai dirigenti scolastici”. Dopo ore in cui l’ufficio della comunicazione della presidente Todde, in mano al giovane Jacopo Gasperetti, ha smesso di comunicare, è arrivata la replica. Non però dall’ufficio della regione, bensì da quello della dirigente scolastica che in una nota ha precisato: «Nessun bavaglio. La comunicazione aveva esclusivamente la funzione di orientare gli interventi sui temi per i quali la presidente è stata invitata: il futuro delle nuove generazioni in Sardegna», insomma la pezza peggio del buco.
Qui siamo ad una nuova frontiera dell’allergia di certa sinistra ad ascoltare e ad affrontare il dibattito o anche il confronto acceso sulle idee. Mutatis mutandis, se prima si temeva un gigante della teologia come Papa Benedetto XVI al quale addirittura fu impedito di tenere una lectio alla Sapienza, oggi addirittura si “orientano” gli studenti perché non disturbino il governatore della propria regione. Cittadini dunque che non possono chiedere ciò che vogliono a chi li rappresenta.
E tutto questo, questa misera vicenda della periferia del mondo, proprio nel giorno delle esequie di quel Charlie Kirk il cui credo per cui ha dato la vita è stato “Prove me wrong”, dimostrami che ho torto. Cioè un inno al confronto delle idee.
Antonello Picci, 21 settembre 2025
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