Commenti all'articolo La chiusura delle aziende e l’effetto domino

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Leo
Leo
2 Giugno 2020 11:33

Buongiorno sono un dipendente di una piccola azienda, se non fosse per tutti quell imprenditori che lottano per restare a galla da anni,.. non avremmo una casa, una famiglia,e di che mangiare. A settembre si prevede uno scenario apocalittico per il lavoro pensiamo anche ai migliaia di lavoratori nelle palestre ad esempio i corsi per bambini nelle piscine non potranno riaprire perché gli istruttori non possono avere contatti,e mi domando cosa possono fare i bambini se non possono avvicinarsi é veramente triste. Grazie buon lavoro a tutti

pippo
pippo
29 Aprile 2020 17:42

io non so’ tutti questi tecnici che immagino non lo facciano gratis il loro “lavoro” e onestamente mi vilento a definirlo lavoro, lo sanno che qualsiasi categoria si ferma o muore a catena prima o poi , tra un mese , due mesi, le indistrie che produrranno riempiranno i magazzini e poi falliranno perche’ non ci saranno clienti , non ci sara’ mercato , ma questi esperti chi li chiama forse li chiameranno perche’ tanto paga pantalone altrimenti un assennato non li chiamerebbe mai per assoluta incapacita’ di intendere e di volere.

Atreiu
Atreiu
25 Aprile 2020 15:49

Il sindaco Sala ( che ho votato ma non lo farò più) non è colpevole per la pedonalizzazione della città, si è solo piegato ai voleri dei suoi collaboratori (ex Pisapia) dei bei comunistoni che vorrebbero la città deserta ma piana di biciclette, magari con il cestino floreale sul manubrio che fà molto Forte dei marmi. Vorrebbero mettere tanti begli orti biologici nelle piazze.Così, Sala si adegua e, dopo aver abbracciato i cinesi girerà in bici sulle meravigliose piste ciclabili che hanno portato via la metà dei parcheggi di auto e salirà sui carri dei vari Gay Pride che verranno organizzati a Milano, per fortuna, Virus permettendo.

AGOAGO
AGOAGO
16 Aprile 2020 20:03

Gent. Porro, alcuni anni fa progettai un sistema per il trattamento dei dati (aziendali,..tecnici… etc.) che avevo titolato “Caudine dream”, che aveva come fine quello di monitorare in continuo e in tempo reale( in accordo naturalmente con i soggetti) le aziende, la loro produzione, le specialità, le qualità professionali etc., L’utilizzo primario poteva essere quello di creare un supporto ad un commerciale, utile a definire la filiera necessaria a realizzare un prodotto ideale. Il secondo scopo poteva essere quello economico e politico, dato che i dati incamerati avrebbero potuto permettere una lettura delle concentrazioni produttive, per specialità, nonchè conoscere le variazioni dei sistemi produttivi locali …etc. etc.
questo modello era poi unito ad una carta di riconoscimento produttiva che poteva permettere ad esempio la difesa delle originalità delle produzioni…etc.
Qualche fesso forse non sa che per realizzare una penna occorrono almeno una decina di interventi e se non si possono realizzare i blister di contenimento o la stampa di una etichetta, non è possibile neppure iniziare ad immaginare un prodotto.
MA IN QUALI MANI SIAMO CADUTI? FORSE DOVREMO DAVVERO LANCIARE UN’OPA PER CONQUISTARE LE ISTITUZIONI E CAMBIARE QUESTO MODELLO DI DIREZIONE CHE CI è STATO IMPOSTO. Grazie dello spazio