Politica

La Corte dei Conti boccia il Ponte sullo Stretto. Ira di Meloni: “Invasione di campo dei giudici”

salvini ponte Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

La Corte dei Conti ha deciso di non concedere il visto di legittimità alla delibera Cipess n. 41/2025, approvata il 6 agosto 2025. Questa delibera prevedeva lo stanziamento di 13,5 miliardi di euro e l’approvazione del progetto definitivo per il Ponte sullo Stretto, che dovrebbe collegare la Calabria alla Sicilia. La decisione della Corte è stata ufficializzata il 29 ottobre 2025, al termine di una lunga Camera di Consiglio. Le motivazioni saranno rese note entro trenta giorni. Secondo quanto trapelato, alcuni dei principali punti critici sollevati riguardano le coperture economiche, l’affidabilità delle stime di traffico e la conformità alle normative europee e alle regole ambientali e antisismiche.

Meloni: “Invasione dei giudici”

La premier Giorgia Meloni ha definito la decisione della Corte dei Conti come “l’ennesimo atto di invasione della giurisdizione sulle scelte del Governo e del Parlamento”. Ha inoltre sottolineato che i ministeri interessati e la Presidenza del Consiglio avevano già fornito adeguate risposte alle osservazioni della Corte. Meloni ha poi ribadito la volontà di procedere con le riforme, già in discussione al Senato, che riguardano la giustizia e il ruolo della Corte dei Conti. “Questa decisione non fermerà l’azione del Governo”, ha dichiarato, bollando alcune critiche, come il metodo di trasmissione dei documenti online, come “capziose” e superflue.

Salvini: “Andiamo avanti”

Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e vicepremier, ha commentato duramente la pronuncia, definendola una “scelta politica e un grave danno per il Paese”. Salvini, che ha da tempo sostenuto il progetto come simbolo di sviluppo per il Sud, ha assicurato che i lavori non si fermeranno e che verranno esplorate tutte le strade per far partire il cantiere. “Non mi sono fermato in passato per difendere i confini e non mi fermerò ora”, ha affermato. Il ministro ha anche evidenziato il sostegno dell’Unione Europea all’opera, che sarebbe secondo lui cruciale per creare posti di lavoro e favorire la crescita economica da nord a sud.

Bonelli e Occhiuto: pareri opposti

Tra i principali oppositori del ponte, Angelo Bonelli, leader di Alleanza Verdi e Sinistra, ha descritto la decisione della Corte dei Conti come una “grande vittoria dello stato di diritto”. Bonelli ha chiesto le dimissioni di Salvini e ha paventato la possibilità di un ricorso alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea se il progetto andasse avanti. Di segno opposto il commento di Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, che ha definito la decisione della Corte “assurda”. Per Occhiuto, il progetto rappresenta un’opportunità fondamentale per il Sud e dimostrerebbe al mondo la capacità del Mezzogiorno di realizzare imprese straordinarie. Ha poi espresso fiducia nel proseguimento del processo da parte del Governo.

Il ruolo del Consiglio dei Ministri

Nonostante il parere negativo della Corte dei Conti, il Governo ha la facoltà di avanzare con il progetto. Secondo la normativa vigente, se un atto governativo viene bocciato dalla Corte, l’amministrazione interessata può richiedere una deliberazione al Consiglio dei Ministri. Questo organo, a sua volta, può decidere di considerare l’atto come di “pubblico interesse superiore” e renderlo operativo. Il futuro del progetto del Ponte sullo Stretto dipenderà quindi dai prossimi passaggi ufficiali e dalle eventuali decisioni politiche su questa controversa opera infrastrutturale.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Sedute Satiriche di Beppe Fantin - Vignetta del 10/04/2026

Domani da incubo

Vignetta del 10/04/2026