La Flotilla di Greta è un circo: ora scoppia il sexgate

La nave pro Pal finisce travolta da accuse interne su relazioni a bordo: dalla propaganda allo scandalo

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La chiamano missione umanitaria. Ma, a leggere certe cronache internazionali, sembra sempre più un reality galleggiante. Altro che convoglio di aiuti: la Flotilla pro Pal di Greta e compagnia viaggiante, tra proclami, rinvii e polemiche, ormai assomiglia più a un set televisivo che a una spedizione diplomatica. Il colpo di scena arriva dal New York Post. Tema: presunte “accuse di condotte sessuali inappropriate” a bordo della nave simbolo dell’attivismo anti-Israele. Tradotto: mentre si denunciano tragedie globali e si impartiscono lezioni morali al pianeta, sulla tolda qualcuno avrebbe trovato il tempo per occupazioni decisamente più terrene.

Chiariamo subito: non risultano denunce, né accuse di molestie, né fatti penalmente rilevanti. Nulla di tutto questo. Ma il caso politico-mediatico sì, quello c’è eccome. Perché a sollevare il polverone sarebbe stato un gruppo (filo)palestinese interno all’orbita militante, indignato per il comportamento di uno dei dirigenti della Flotilla. Secondo quanto riportato, il reprobo avrebbe intrecciato relazioni con più di una compagna di navigazione. E qui arriva la reprimenda da manuale dell’indignazione selettiva: “Farlo a bordo di un’imbarcazione, mentre ci si dirige verso una nazione che sta subendo un genocidio, con volontarie che sono sotto la propria autorità…è una chiara violazione dell’etica e del potere”.

Nelle ricostruzioni giornalistiche, il protagonista della vicenda sarebbe uno dei volti più noti della Flotilla, un attivista brasiliano, che però respinge tutto al mittente: “Queste accuse sono ovviamente false”. Anche l’organizzazione ha negato ogni addebito, come prevedibile. Ma le accuse pesano: “condotte sessuali inappropriate” con “almeno tre volontarie. “Un leader di spicco della flotta, membro del comitato direttivo, il massimo organo di governo dell’organizzazione, ha avuto rapporti sessuali con diverse attiviste a bordo della nave diretta a Gaza. Non una sola persona. Non due. Tre persone diverse”, ha affermato il gruppo palestinese Cuore di Falastin.

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Un gruppo brasiliano ha identificato il presunto responsabile nell’attivista Thiago Avila, amico della ben più nota Greta. L’uomo 39 anni, è arrivato a Gaza a giugno a bordo della Madleen, una nave da 12 persone, dove è stato fotografato in diverse pose amichevoli con l’attivista svedese. A settembre si è unito al più grande convoglio della Global Sumud Flotilla, composto da 500 attivisti, durante il quale le lotte intestine tra i vertici hanno portato la Thunberg a dimettersi dal comitato direttivo e a lasciare la nave principale.

Resta però il quadro complessivo, che è quello che colpisce davvero. Prima la partenza annunciata con carichi di aiuti dal valore soprattutto simbolico. Poi i rinvii. Poi le uscite estreme di alcuni militanti. Poi il mistero dei droni. Poi la musica degli Abba sparata a tutto volume. Poi le tensioni tra islamisti e ala Lgbt. Ora anche le dispute sentimentali in navigazione. Più che una missione internazionale, un circo.

Franco Lodige, 20 aprile 2026

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