Esteri

La “Flotilla di terra” è messa male: pattuglia va in avanscoperta, poi persi i contatti

Ricerche in corso per due cittadini italiani fermati. Indaga la Farnesina: "Trasferiti a Bengasi e trattati da clandestini"

Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Due cittadini italiani sarebbero stati fermati in Libia mentre facevano parte di una Flotilla diretta verso le coste del Paese nordafricano. La Farnesina ha dichiarato che il fermo potrebbe essere opera delle milizie del generale Khalifa Haftar.

L’intervento del Ministero degli Esteri

Uno dei due attivisti italiani fermato si chiama Domenico Centrone e di mestiere fa l’insegnante a Molfetta, in provincia di Bari. L’altra è Dina Alberizia. Il Ministero degli Esteri italiano, attraverso la Farnesina, ha comunicato di essere in contatto con le autorità locali. L’obiettivo è verificare con precisione tutti i dettagli relativi alla vicenda e fornire ai connazionali l’assistenza necessaria. Fonti ufficiali hanno confermato che si tratta di una situazione prioritaria, e che ogni possibile sforzo è rivolto a chiarire le circostanze.

La comitiva “Land Convoy” era diretta verso la striscia di Gaza non passando per il mare, come fatto dai colleghi della Flotilla, ma via terra. Da quello che si sa, come riporta Adnkronos, ieri pomeriggio hanno oltrepassato il confine tra la Libia occidentale e quella orientale. Il convoglio di 250 persone (con automezzi, case mobili, cibo e una ambulanza) era rimasto a Sirte per otto giorni e poi, dopo trattative andate a vuoto per ottenere il via libera al passaggio del confine, una delegazione di attivisti si è mossa verso la parte orientale. A superare il confine per prima è stata una sorta di pattuglia in avanscoperta formata da attivisti di diverse nazionalità, tra i due italiani, spagnoli, argentini, polacchi e americani. Lo scopo era quello di riuscire ad intavolare una trattativa diretta con le autorità che gestiscono la parte orientale del Paese libico. Solo che, secondo quanto riferito dall’altra attivista italiana, Sara Suriano, che era rimasta col grosso del convoglio, il gruppo di testa è stato costretto a superare il confine ed entrare in Cirenaica dove sono stati arrestati dalle milizie libiche di Haftar a cui hanno consegnato i passaporti. Da qui i contatti si sono persi. “Questa mattina tutto il convoglio si è diretto subito al confine di Sirte con la Libia est per cercare di attraversare il confine e procedere verso l’Egitto ma, nel momento in cui è stato superato il confine e una nostra delegazione è entrata nella Libia est, noi abbiamo perso ogni contatto”, ha raccontato Suriano, spiegando che il gruppo era diviso “tra un’ambulanza e una macchina e nel gruppo ci sono sia Domenico che Dina Alberizia”. “Al momento io sono a 100 metri dal checkpoint insieme ad altri compagni e compagne: siamo qui in attesa di avere loro notizie, speriamo di riaverli tra noi sani e salvi”, ha aggiunto Sara. “Non sappiamo esattamente quando questo succederà però il team legale si è messo in moto immediatamente e c’è stato un dialogo con il consolato e con i vari ministeri: si sta già facendo tutto il possibile”.

Secondo quanto si apprende, i due attivisti italiani sono stati trasferiti a Bengasi e trattati da possibili clandestini.

Articolo in aggiornamento

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Lo sapevi che...

Da oggi puoi seguire Nicolaporro.it su Google visitando questa pagina e cliccando ‘Segui su Google