La Flotilla schifa pure Mattarella: “Non ci fermiamo”

L'appello del Presidente della Repubblica va a vuoto. La portavoce Pro Pal: "Non possiamo accoglierlo"

6.8k 39
flotilla mattarella

Sergio Mattarella ha rivolto un appello pubblico alla Flotilla Global Sumud, un’iniziativa internazionale diretta verso Gaza per consegnare aiuti umanitari. “Bisogna salvaguardare il valore dell’iniziativa – ha dichiarato il Presidente – e preservare l’obiettivo di far pervenire gli aiuti raccolti a una popolazione in sofferenza”. Mattarella ha inoltre chiesto ai membri della Flotilla di valutare l’alternativa offerta dal Patriarcato Latino di Gerusalemme, che si è proposto di garantire la consegna degli aiuti in modo sicuro. L’intento del Presidente è anche quello di evitare che le persone coinvolte si trovino in situazioni di pericolo.

La risposta della Flotilla

La Flotilla ha respinto l’appello del Presidente poche ore dopo. Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, ha dichiarato: “Non possiamo accettare questa proposta perché arriva per evitare che le nostre barche navighino in acque internazionali con il rischio di essere attaccate.” La Flotilla considera invece fondamentale proseguire verso Gaza per mantenere il significato della loro missione, che punta a rompere il blocco imposto da Israele. La portavoce ha sottolineato che accettare la consegna degli aiuti a Cipro equivarrebbe a rinunciare al loro obiettivo principale. “Abbiamo ricevuto l’appello del presidente Mattarella di accettare, per il bene nostro e la tutela della vita umana – che noi condividiamo al 100 per cento – di deviare la nostra rotta e di accettare la proposta di mediazione di lasciare gli aiuti a Cipro e poi tramite l’intermediazione di nazioni unite, patriarcato di Gerusalemme farli arrivare a Gaza. Questa proposta non possiamo accettarla”, ha detto la Delia. “È come dire: se vi volete salvare non possiamo chiedere a chi vi attaccherà di non farlo, malgrado sia un reato, chiediamo a voi di scansarvi. Questo nodo legale non è solo una questione di principio ma è sostanziale”. Per la Flotilla, “Israele sta commettendo un genocidio senza che nessuno dei nostri governi abbia ancora avuto il coraggio di porre delle sanzioni, porre un embargo sulle armi, chiudere almeno un parte dei rapporti commerciali. Se una di queste soluzioni potrebbero essere prese in considerazione ne saremmo ben felici però non stiamo facendo nulla di male. Perché non dobbiamo navigare in acque internazionali?”.

Le parole dell’eurodeputata Benedetta Scuderi

Benedetta Scuderi, eurodeputata di Avs, ha commentato l’appello di Mattarella definendolo “importante per sottolineare il senso umanitario della missione”. La deputata ha evidenziato che a Gaza si vive una situazione di carestia e genocidio e ha chiesto l’apertura di corridoi umanitari controllati dall’ONU. Tuttavia, ha ribadito il sostegno alla scelta della Flotilla di proseguire nel tentativo di raggiungere le coste di Gaza, nonostante gli evidenti rischi e le controversie legali legate all’assedio.

Nuove partenze da Catania

Mentre il dibattito si intensifica, una nuova flotta è pronta a salpare da Catania il 27 settembre. La Thousand Madleens to Gaza & Freedom Flotilla Coalition saluterà il pubblico dal porticciolo di San Giovanni Li Cuti. Gli organizzatori hanno dichiarato: “Sfideremo il blocco illegale imposto da Israele e metteremo in luce i meccanismi che permettono i suoi crimini di guerra.” Prima della partenza è prevista una conferenza stampa, fissata per le 14:30. Parallelamente, la Global Sumud Flotilla si prepara a riprendere il viaggio dalle coste di Creta verso Gaza.

Tra le voci a favore dell’appello di Mattarella, Matteo Renzi ha invitato sia la Flotilla che tutte le forze politiche a prendere in considerazione la proposta avanzata. “Accogliere l’aiuto del Patriarcato Latino significherebbe garantire la sicurezza delle persone coinvolte senza rinunciare al risultato umanitario”, ha affermato Renzi. Questa proposta mira a bilanciare la consegna degli aiuti con la riduzione dei rischi legati a uno scontro con le autorità israeliane.

Gli obiettivi e il contesto

La Global Sumud Flotilla è partita affermando di voler portare aiuti umanitari alla popolazione assediata della Striscia di Gaza, denunciando i blocchi e le restrizioni che ostacolano l’arrivo di risorse fondamentali. Ma la verità, ormai si è capito, è che stanno cercando di mettere in atto un’azione politica in una zona di guerra. E forse è il caso che se ne assumano le responsabilità.

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version