
Quello che vedete nella fotografia è parte dell’enorme riserva di denaro che Hamas ha nascosto nei tunnel di Gaza prima del pogrom del 7 ottobre 2023, si tratta dei fondi che dovevano servire per pagare i combattenti, i dipendenti e i leader. Pagare e ricattare i combattenti usando contanti e minacce nei confronti dei famigliari è sempre stato il metodo che Hamas ha usato per assicurarsi la ‘fedeltà’ dei suoi combattenti.
Secondo la BBC, network che si è sempre schierato contro le ragioni di Israele, nel periodo precedente al massacro che Hamas ha perpetrato in territorio israeliano, i terroristi hanno preso piene mani dagli aiuti internazionali accumulando circa 700 milioni di dollari in contanti. Gran parte di questi fondi che arrivavano anche dalle donazioni europee, per cui denaro dei contribuenti, durante la guerra sono stati distrutti dai terroristi stessi o intercettati e sequestrati dall’esercito israeliano.
Tutto questo senza contare le enormi somme ancora depositate in conti onshore, offshore, cripto valute e depositi esteri che hanno permesso la vita da nababbi in hotel a 7 stelle ai capi terroristi che davano ordini dal Qatar. Anche se le più importanti testate e reti televisive si guardano bene dal dirlo, questa scena racconta la storia della Striscia dal ritiro di Israele nel 2005. Sì, anche se non lo dicono Israele nel 2005 si ritirò unilateralmente lasciando quel territorio in mano ai palestinesi.
Da quel momento decine di miliardi di dollari sono stati riversati a Gaza solo per essere sperperati, bruciati e sprecati in terrorismo, progetti vanitosi e ripetuti cicli di distruzione innescati dall’avventurismo jihadista di Hamas. I palestinesi hanno ricevuto più aiuti esteri di qualsiasi altra popolazione in via di sviluppo e a dirlo, anzi a urlarlo, è Ahmed Fouad Alkhatib cittadino americano nativo di Gaza che è uno dei pochi palestinesi che ha il coraggio di dichiararsi a favore di uno Stato che viva in pace. Uno dei pochi che si dichiara apertamente anti-Hamas.
Al contrario della vulgata che ha preso piede in Occidente come un fuoco di paglia, Ahmed Fouad Alkhatib non si fa remore a dichiarare che i leader di Fatah, Arafat, Abu Mazen e l’Autorità Nazionale Palestinese insieme ad Hamas hanno sperperato somme inimmaginabili in attività corrotte e distruttive. Cifre che sarebbero state sufficienti a costruire cinque stati palestinesi, non solo uno. Secondo lui questo non deve significare la condanna perpetua del popolo palestinese, ma riconoscere che il falso nazionalismo e l’estremismo violento spesso non sono altro che cortine fumogene per dirottare ingenti somme che anziché portare benessere alla popolazione stremata viene invece utilizzata per il lusso di una ristretta cerchia di leader corrotti e fuori dal mondo.
Secondo Ahmed Fouad Alkhatib è arrivato il momento di rifiutare le false narrazioni, di esigere un programma coeso di costruzione nazionale e denunciare tutti coloro che hanno privato i palestinesi di un futuro migliore a cominciare da Hamas e da Fatah. Secondo lui è arrivato il momento di denunciare la frode al centro del cosiddetto progetto nazionale palestinese e di comprendere che la finestra per costruire qualcosa di nuovo e migliore si sta rapidamente chiudendo. La speranza è che i palestinesi capiscano, ma soprattutto che lo capiscano in Occidente, impresa questa che sembra oggettivamente molto più ardua.
Michael Sfaradi, 14 agosto 2025
Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).