
No cara Ornella, non rimpiangerai a lungo questo mondo freddo, materiale e de-umanizzato, in cui i divieti imperano sulle passioni e fare la guerra sta diventando persino più semplice che fare l’amore. Del resto, come spiegare a un’anima libera, temprata sotto la ridente insegna del progresso secondonovecentesco, l’inarrestabile regresso socio-culturale che oggigiorno ci attanaglia e ci comprime fino quasi a soffocarci. Come far accettare ha chi alimentato tutta la propria esistenza d’amore intenso e incondizionato la perversa idea che il putrido grigiume della burocrazia possa persino insinuarsi tra le lenzuola, proprio in quel fuggente attimo di puro godimento capace di legare due corpi in una sola anima.
Ma ci pensi? Alla voglia e alla pazzia, all’incoscienza e all’allegria, al carnevale dentro te. Alla felicità che dorme accanto a te, che ha il sapore dell’eternità, e a quell’attimo senza fine, senza un attimo di respiro. Alla nostalgia di rivedersi che è più forte del pianto, a quello strano appuntamento che è stato una pazzia, ma che se non fai presto non resisto. Tutto sacrificato sull’altare della giurisprudenza, in nome di un diritto eretto a mezzo di sorveglianza universale che pretende di estendere il proprio dominio sugli istinti, sui desideri e persino sui sentimenti. Tutto vincolato a formule precompilate, artifici semantici e interpretazioni giuridiche fondate su norme di condotta vaghe e fumose che si propongono di rimettere il sesso nelle mani dei giudici e frappongono un modulo di consenso a quel naturale divenire che dall’incontro sfocia direttamente nel piacere.
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Pensa a quante stupide accortezze da prendere prima di accettare un appuntamento, a quanto straziante resistere proteso sino al punto di non esistere. E pensa ancora, o cara Ornella, che non potremmo neppure mandarli allegramente a farsi fottere questi falsi progressisti, illiberali per natura o per vocazione, arditi sostenitori del controllo, della sorveglianza e della repressione sessuale. Perchè senza un consenso libero ed attuale, esplicito e volontario, non presunto o dedotto, rischieremmo seriamente di violare il diritto alla loro autodeterminazione sessuale e incorrere così nell’infamante accusa di stupro. Ma in fondo, sai che c’è, usiamo pure la tua voce calda e suadente e magari, perché no, le note di una tua intramontabile canzone e mandiamoceli comunque, ancora una volta: che vadano tutti a farsi fottere.
Salvatore Di Bartolo, 27 novembre 2025
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