Cronaca

La Lucarelli minimizza la gogna a cui è sottoposto Stasi

Le dichiarazioni della giornalista su social, giornalisti e caso Stasi riaccendono la polemica: accuse, giudizi taglienti e nuove tensioni mediatiche

selvaggia lucarelli alberto stasi garlasco Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
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In un post pubblicato su Facebook, Selvaggia Lucarelli sostiene che la mostrificazione che sui social stia subendo Andrea Sempio non avrebbe niente a che vedere con il blando accanimento che accompagnò Alberto Stasi nel suo lungo iter giudiziario. Un accanimento basato su quisquilie, come l’accusa di possedere sul suo pc immagini raccapriccianti alcune delle quali di natura pedopornografica.

“Paragonare i due periodi – sostiene la celebre specialista nel sollevamento della paletta – significa ignorare come la tecnologia abbia cambiato radicalmente la portata e la ferocia del fango mediatico. Quello che sta subendo Sempio è milioni di volte più violento di ciò che ha subito qualunque imputato o indagato 20 anni fa e, per giunta, qui abbiamo un condannato in via definitiva per omicidio della fidanzata che per lo stesso fenomeno, ribaltando completamente i ruoli, viene oggi dipinto come una vittima del sistema o un martire mediatico da riabilitare a reti unificate”.

Ma non basta, verso la fine del lungo post la nostra eroina se la prende con i giornalisti – che a mio avviso sono il suo vero bersaglio – e dichiara: “E in questo clima delirante vale tutto, giornalisti e youtuber che hanno vaneggiato per un anno diffondendo assurdità e suggestioni spesso spacciate per certezze, sono ancora lì ovunque senza che nessun conduttore/giornalista abbia deciso che non sono seri e affidabili e devono stare a casa a fare la calza.”

Ebbene, io una idea su chi dovrebbe “stare a casa a fare la calza” da tempo me la sono fatta, anche se lascio al paziente lettore la scelta di indicare tale personaggio.

Mi limito invece a riportare, proprio in merito al tema di una corretta informazione, una istruttiva presa di posizione sul caso di Garlasco della stessa Lucarelli, espressa durante una puntata di Accordi e Disaccordi, in onda su Nove. Si tratta di una dichiarazione che fa onore alla corretta informazione: “Io devo dire – spiega la tuttologa riferendosi ai familiari della povera Chiara Poggi – che il loro silenzio e la loro dignità purtroppo è quasi un boomerang; perché non sono la classica famiglia, non è la classica famiglia della vittima, o delle vittime, che va in tv con la foto, col santino del figlio, della figlia a piangere e, soprattutto, a puntare il dito sul colpevole, condannato in via definitiva.

Stasi – ha concluso questa novella Zarathustra de’ noantri – ha potuto sempre contare sulla grande dignità di questi genitori che non l’hanno mai accusato”.

Infatti, è esattamente così, la Lucarelli ha finalmente ristabilito la verità dei fatti. La famiglia Poggi – alla quale va tutto il nostro sincero rispetto per la tragedia che l’ha colpita in quel fatidico 13 agosto del 2007– non ha mai puntato il dito contro Alberto Stasi e i suoi legali e consulenti si sono astenuti nel prendere posizione anche nel corso dell’attuale indagine. Non è mai accaduto che dopo le due prime assoluzioni qualcuno andasse in tv a dire che non ci si sarebbe mai arresi fino ad ottenere giustizia. E, infine, dopo la definitiva condanna nessuno dichiarò mai ai microfoni “giustizia è fatta”.

Come annunciava alla radio il celebre Nunzio Filogamo, cari amici vicini e lontani, ovunque voi siate, se lo dice la Lucarelli potete certamente metterci la mano sul fuoco. Muzio Scevola docet.

Claudio Romiti, 2 giugno 2026

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