
Qui al Bar siamo gente coi piedi per terra e le mani sulla macchina da caffè, ma chi l’ha detto che anche noi non possiamo umilmente bazzicare cultura? Sentite per esempio questo passo dalla Hamlet Suite di Carmelo Bene (ripreso da Laforgue): “Ah, la luna, la luna m’ossessiona! Ahimè, non me la sento di sposarmi: sono troppo spregevole per questo, voi non siete abbastanza intrattabili. Sempre così a estasiarvi…”. E noi ci estasiamo per Artemis 2, gli astronauti che girano girano intorno alla luna, la luna che ossessiona, perché tanto è sempre guerra fredda oggi come 60 anni fa, circa, e si fa a chi ce l’ha più lungo.
Il razzo. La navicella. E così quelli ritornati, smaltite le visite, il moon lag, il ritorno nella gravità, possono dire le solite banalità sideree che usano dopo un’impresa del genere: “Vista dallo spazio, la Terra era semplicemente una scialuppa di salvataggio sospesa, indisturbata, nell’universo”, Christina Koch, primadonna e prima donna a viaggiare sulla luna; “È una cosa speciale essere un essere umano ed è una cosa speciale essere sul pianeta Terra”, il comandante Reid Wiseman: che pare un po’ l’aforisma di Max Miller, “Grazie, è bellissimo essere qui; è bellissimo essere dappertutto!”. L’altro astronauta, Victor Glover, trova sia stata “una esperienza incredibile” e va beh, mica è come andare a l’Avana a tirare la solidarietà alla figlia di Che Guevara, scherziamo?
Ora, noi siamo molto, molto sollevati per via che, una volta tanto, non ci hanno scassato i pianeti con le ben altre banalità da predicatori selenici tipo la terra va a fuoco, non abbiamo un piano B, è il solo pianeta che ci rimane ed altre minchiate stellari. Per dire, ma ve la ricordate voi la Astrosamantha che dagli spazi siderei si collegava con Fabio Fazio per dire di vaccinarci? O quella volta che sponsorizzava una roba liofilizzata di riso e piselli e si faceva tagliare i capelli antigravitazionali sparati tipo Einstein elettrificato? Un protagonismo militante esagerato, mancava solo ci dicesse come votare, che tanto avevamo capito benissimo.
Oh, finalmente, degli astronauti che fanno gli astronauti, dicono cose pubblicitarie da argonauti e non si impicciano di cazzate terrestri e pedestri. La luna, la luna m’ossessiona! Ma poi: sarà proprio vero che ci sono andati vicino questa volta? Perché girano certi filmati che uno non sa se crederci, ormai con l’intelligenza artificiale puoi fingere di essere sulla luna, sulla terra, su Marte, su Venere, alla Casa Bianca, in camera con il collaboratore appoggiato, e, incredibile, uno può perfino fingere di essere intelligente. Artificiale, ma intelligente. Che fai tu luna in ciel, a guardare la follia degli umani che non sanno più se sono veri, finti, se stanno dove stanno, se vengono da te e nessuno crede più a nessuno perché non c’è più da fidarsi ma solo da disfarsi?
Il Barista, 13 aprile 2026
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