Allora ci crediamo? Che questa qua si è presa le manganellate sul collo e sulla gamba siccome era lì a gridare “l’urlo di pace”? Segni non pervenuti, tocca credere alla parola di questa qua. Questa qua è una sconosciuta che vuol farsi conoscere, una delle tante e delle troppe che in questo periodo ci marciano sulla Palestina e cercano candidatura (Pd, Salis, Conte, Forza Italia, va bene tutto) o almeno un programma, un talk, vi prego vi prego. Questa qua si è fatta il servizio da sola, l’ha ripresa Fanpage, mica pizza e fichi, e “insomma” questa qua rivendica, pretende il libero accesso dove cazzo vuole lei siccome è una mamma agitatrice professionale che “fa questo lavoro” da tre anni, che lavoro? I cortei non autorizzati con licenza di sfondare. E se cerchi di sfondare, bella mia, si fa per dire, piovono sante manganellate, non è che basta “gridare l’urlo di pace, perché noi siamo per la pace”. Ma come no.
Questa qua è una che delira: “Tre anni che organizzo e tutto. C’è stato il delirio. E lì insomma hanno cominciato con spintoni a chi era in prima linea con me. Dalla parte un attimino centrale laterale, che noi dicevamo siamo tutti palestinesi siamo tutti palestinesi, fateci passare siete padri siete fratelli (solito decrepito schema anni settanta, si vede che questa è una del paleolitico movimentista). Son cadutaaa, ho perso la scarpa ho perso le cuffie (Le cuffie?). Se no sarei rimasta schiacciata nella calca proprio della follaaa (sic!)…”. Tutto con la gnagnera maledetta alla Chiara Ferragni, solo che questa qua non è una aspirante influencer, è una stratinta peggio della barba del filosofo (Cacciari) e “insomma” anche lei ha fiutato l’occaasioneee. “Siamo lì per gridare l’urlo di pace. Invece ci siamo sentiti comunque attaccati. Ho preso due mmanganellateee… una mmanganellata quaa… sul collo… mi hanno fatto maleee… molto maleee… Ma questo è niente confronto a quello che fanno in Palestina. Sono una mamma di 4 figli porterei e porterò anche loroo”. Speriamo che i figli quel giorno lì vadano a giocare a basket o altra attività più proficua, non mettiamo limiti, comunque si salvino. Perché questi debbono scampare alla mamma esaltata.
Se ne facessero una ragione le vecchie agitatrici, le mamme antifà e tutta la mercanzia del solidarismo egocentrico e casinista: non possono andare dove cazzo pare a loro, con l’armatura dei valori che dicono loro, e poi pretendere il red carpet al posto di ricevere qualche legnata e santa legnata: si chiama democrazia, se no tutti possono sfondare tutto e, francamente, “a Milano e pruingia”, come diceva quel personaggio, se ne ha abbastanza di mamme annoiate, maranza, balordi, rompicoglioni che impazzano al grido “Milano è nostra, Milano siamo noi”. Se la mamma ritinta vuole “gridare l’urlo di pace”, si faccia un video. Anzi fa’ una cosa: fai come Einstein, che andava in bicicletta. Per dire stai buona, stai schiacciata, che non è il caso, che non te le puoi permettere certe imprese. Oppure resti nel percorso, nel recinto che la nostra fin troppo generosa democrazia, generosa solo con chi non la merita, le ha accordato. Vorremmo dire che di stagionati puerili, infantili ne abbiamo tragicamente fin sopra le orecchie, e anche che delle presunte manganellate “che mi han fatto maleee” di queste qui non ce ne può fregar di meno; non che siamo contenti, proprio non ce le calcoliamo, “stanno sotto la noncaganza” come dicono a Roma. E le meritano, le maniere forti, perché in quei cortei pro palestai si annida la feccia gioventù di tutte le età e di tutte le risme, incusi molti Hamas in missione, e figurarsi se è il caso di far finta di niente per 4 mamme ritinte esaltate a caccia di gloria elettorale. Gente che farebbe di gran lunga una migliore figura se restasse a casa, girasse al parchetto per conto suo o comunque tacesse, per concetti e per tono di voce. Perché non-la-sopportiamo-piùùù!
Questi, esattamente come i compagni marinaretti della Flotilla, se la cercano: cercano la provocazione, l’incidente, l’occasione per vittimizzarsi urbi et orbi: non hanno capito che stanno rompendo le palle perfino a loro stessi, tra di loro, con quella smania di protagonismo fra il patetico e il cinico, sciacallesco. Mentra Flotilla affonda già sotto il peso delle ambiguità, dei segreti, dei fascismi, segano via perfino le giornaliste esaltate ma non abbastanza come la sciagurata della Stampa in kefiah che dice “mi hanno cacciato ma resto solidale”. Perfino un giovane vecchio arnese come Gretona si dissocia, la concentrazione di Hamas a bordo forse è troppo anche per lei, più esattamente per gli sponsor alle spalle di questo manga sinistro sbaciucchiato dalla futura avvocata Abanese, what else, e chissà che fastidio.
Max Del Papa, 18 settembre 2025
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).


