Esteri

La Mezzaluna pronta a conquistare anche New York

Fra poco più di un mese la città potrebbe eleggere un Sindaco islamico, socialista, pronto a una crociata contro i ricchi e, perché no, contro Israele

new york mezzaluna Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Sono trascorsi 24 anni dall’attentato alle Torri gemelle, 24 anni di indagini su cellule Jihadiste sino alla identificazione degli attentatori e alla decisione di attaccare quei Paesi musulmani che avevano ospitato il grande mandante Osama bin Laden o che avrebbero potuto diventare una minaccia potenzialmente devastante per l’Occidente.

Si può davvero affermare che New York è riuscita a dimenticare il dolore, la paura e persino l’odio, Si, perché – secondo l’ultimo sondaggio pubblicato ieri – la Grande Mela si appesterebbe a concedere una maggioranza quasi bulgara al candidato Sindaco, più improbabile: Zohran Mamdani di origini indiane-ugandesi, di fede professata musulmana, socialista e anti-capitalista, superato nel suo odio per Israele solo dalla moglie, figlia di una coppia palestinese, nota per le sue dichiarazioni contro lo Stato ebraico e avvocato agguerritissimo per i diritti umani.

Zohran Mamdani, in testa in tutti i sondaggi, è il candidato ideale per spaccare ulteriormente il Paese: le sue idee quasi “pauperiste”, la dichiarata volontà di perseguitare fiscalmente i ceti più abbienti, fanno di lui una bomba innescata sotto una città già in crisi, abbandonata da migliaia di famiglie ricche che hanno preferito alle strade a grande rischio di New York, la protezione e la sicurezza garantita da Miami e più in generale la Florida, terra d’esilio di migliaia di Newyorkers.

Il conto alla rovescia per le elezioni di novembre è già in corso e la distanza con il candidato Andrew Cuomo, democatico moderato travolto anche da uno scandalo sessuale, rischia di diventare siderale in una città che potrebbe preferire al capitalismo, la via socialista al futuro, entrando in collisione con le lobby di potere ma anche con comunità importanti (come quella ebraica che conta su più di un milione e mezzo di abitanti e che certo incassa con crescente fatica i toni pro-Pal e anti-Israele della famiglia avviata alla conquista di Gracie Manson, residenza storica del primo cittadino.

La partita si è sbloccata pochi giorni fa con la decisione del sindaco in carica, Eric Adams di ritirarsi dalla corsa alzando bandiera bianca dopo il tracollo nei sondaggi così come nelle donazioni. Campo aperto quindi per il  socialista democratico Zohran Mamdani, per l’ex governatore Andrew Cuomo e per il candidato repubblicano Curtis Sliwa.

Dopo Londra Islam vincente a New York

Giudicare l’America, anche lo stato di salute e di consenso del Presidente degli Stati Uniti, assumendo come metro di misura New York o la California, è sempre un errore; tuttavia gli effetti-trauma di una eventuale elezione di Mandani, pronto a lanciare la sua crociata contro banche di affari, immobiliaristi, miliardari, difficilmente potrebbero essere assorbiti senza un effetto domino in tutto il Paese.

Il Paese appare sempre meno convinto di se stesso e profondamente diviso contrapposizioni che l’omicidio Kirk hanno accentuato. Il tasso di consenso del Presidente Trump non è eccelso e ciò ha consentito anche a protagonisti della scena politica, come la democratica Alexandria Ocasio-Cortez uscita con le ossa rotte dalle ultime elezioni Presidenziali e oggi diventata la principale supporter di Mandani rendendo sempre più tangibile la deriva socialista e left del Partito Democratico, lanciato verso una prospettiva di radicalismo.

Esiste poi una valutazione di tipo internazionale che ci procurerà una immediata accusa di islamofobia confermando invece i timori di Oriana Fallaci: dopo il lungo “regno” su  Londra di Sadiq Khan, del Partito Laburista diventato nel 2016 il primo sindaco musulmano di una grande capitale europea e rieletto per il terzo mandato nel 2024, Mandani potrebbe essere il primo islamico a conquistare una metropoli, anzi, la metropoli per eccellenza degli Stati Uniti d’America. E secondo molti l’anno prossimo potrebbe cadere anche Parigi dove Rachida Dati, candidata per le elezioni comunali di Parigi del 2026, ha origini algerine/marocchine anche se non ha mai professato apertamente la sua fede religiosa.

Nel confronto con Oriana Fallaci e alla sua previsione di invasione della Mezzaluna (pronta a posizionarsi sull’Empire State Building) in Occidente, la Sibilla cumana e l’apollo di Delfi potrebbero rivelarsi dei poveri dilettanti.

Bruno Dardani, 3 ottobre 2025

 

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