Cronaca

La negoziante si scusa coi teppisti. Manca solo che gli offra il caffè

Il teppista insulta, la polizia lo insegue e chi dovrebbe essere protetto si vergogna. Il capolavoro di un Paese al contrario, dove i violenti fanno la voce grossa e lo Stato recita il Libro Cuore

Questo intervento va inteso a integrazione dell’altro pezzo odierno dove si dà conto delle logiche islamocomuniste di conquista violenta. Registra un fatterello all’apparenza patetico, trascurabile, mentre è la dimostrazione della tragedia compiuta: il totale ribaltamento logico, etico, o, se volete metterla in termini sofisticati, di “riduzione della complessità” cara a Luhmann, che degrada l’individuo a un burattino determinato dal sistema (ma si potrebbe scomodare anche il famigerato Foucault, sospettamente quanto improvvisamente tornato di gran moda sui giornali di sinistra, a partire dal Manifesto).

Ebbene, il sistema è quello del partito comunista, e ha vinto: gira per i social un video di una negoziante-burattina che, in un allucinante capovolgimento di senso razionale, si scusa a più riprese, non si capisce di cosa, ma anche a nome delle commesse che non hanno fatto entrare un facinoroso (che dà loro delle cretine) incalzato dalla polizia: ne esce una totale adesione alle logiche, per così chiamarle, dei terroristi in spregio esibito alle forze dell’ordine, le quali erano lì anche per tutelare i negozi come quello preso d’assalto dalla sventata esercente. Dove porta un simile delirio? Al caos istituzionalizzato, alla violenza di stampo anarcoide – neppure rivoluzionaria, sostenuta da uno straccio di pretesto ideologico, solo fine a se stessa nella strategia sovversiva-eversiva del partito comunista egemone.

Non manca il provocatore effemminato, petulante, che, munito di mascherina anticovid, a dire del corredo dell’idiota woke in servizio permanente effettivo, farnetica apparentemente, sempre in una logica di criminalizzazione della polizia, di adesione acritica alle violenze di piazza. Il partito comunista dunque ha vinto, il suo funzional-strutturalismo è legge. Immorale, immonda, ma non per questo meno ferrea. Anzi. Abbiamo poi visto professori con felpa d’ordinanza partecipare a comizi, cortei in odio alle divise, debitamente minacciate, e sappiamo che quel docente, che partecipa all’apologia di reato in forma terroristica, debitamente agiografato dai media organici, non subirà alcuna conseguenza né disciplinare né penale, nessuno lo toccherà, probabilmente riceverà una candidatura.

Abbiamo visto in queste ore provocazioni senza argine, scemenze, infantilismi intossicati, la Giuliana Sgrena, se la ricordate una di estrema sinistra costata il sacrificio dell’agente segreto Nicola Calipari, rifiutare sdegnosa la bandiera tricolore (agiografata da la Stampa), abbiamo visto un gran garrire di bandiere di Hamas in tutte le piazze, abbiamo visto rapine, stupri inconstratati all’ombra dei disordini col pretesto del “carrello della spesa”, abbiamo sentito i proclami di vendetta e di jihad, abbiamo constatato l’inerzia di chi comanda, registriamo ogni giorno cosiddetti migranti che aggrediscono, che cacciano dai mezzi pubblici vecchi, donne, perché non tollerano di vedere bianchi a bordo, stiamo ascoltando gli “italiani di seconda generazione” mentre devastando intonano “l’Italiano” della buonanima di Toto Cutugno, così, tra lo sfottente e il minaccioso, da Corano alla vongole (sgusciate), dal rap delinquenziale alla canzonetta nazionalpopolare, abbiamo osservato con giusto senso di nausea i cosiddetti leader del partito comunista gongolare per il sacco di Roma, Milano, Bologna, Torino, ovunque, annunciando baldandozi e trionfi nuove manifestazioni, nuove escandescenze, col tono e la faccia di chi ha vinto e lo sa. Maranza, pro Hamas, no tav, centri sociali, tutto il meglio della schiuma ha campo libero nell’operare per il funzionalismo strutturale del partito comunista in funzione eversiva-sovversiva.

In tutto questo abisso di mestizia, una notazione fuggente, eppure risolutiva: il mocciosetto che urla alle commesse aprite cretine aprite, e non passa, sta lì a piagnucolare insieme ad altri come lui. Fringuelli con la molotov e la spranga, ma se gli arriva una carezza si rotolano in terra, tornano quelli che sono: schiuma che basterebbe pochissimo a disperdere. Perché non lo si fa una buona volta? Perché non si ristabiliscono le proporzioni? Quali studenti, quali ragioni? Sono black bloc incappucciati, minorenni, assoldati. Queste non sono le dinamiche che abbiamo conosciuto negli anni Settanta, sono casini meno feroci, meno motivati, se vogliamo dirla così: ma a furia di tollerarli diventano come quelli, diventano inarrestabili.

La giornata di ieri è solo la centesima replica di un copione affidato ai ragazzini, adottato per qualsiasi pretesto, oggi in emulazione francese. Se non si adotta un approccio più responsabile, più duro, la situazione si risolve nello sbando. Lo è già. Se è consentita una parentesi personale, chi scrive ha fatto un libro autoprodotto, “La Resa”, dove racconta almeno 200 episodi di stragismo e terrorismo dalla strage innesco di Modena in avanti. Mi sono spinto perfino a ipotizzare il divieto di carne nelle mense scolastiche, a vantaggio del couscous: è successo. La situazione è paurosamente fuori controllo e la gente che vive, che vota, ha sempre più paura, prova la sensazione di non essere difesa, di essere alla mercé. È esattamente quello che voleva il partito comunista e, qualsiasi cosa accada, se ne prenderà addosso la colpa la solita, che agisca o resti inerte, che impedisca o consenta. Si cerca il morto, ha ragione Capezzone su il Tempo, da scaricae tra le gambe del governo. Ma se Dio non voglia il morto dovesse indossare una divisa, sarà la fine: governo a casa, e partito comunista al colmo della potenza, ovviamente rigirando la responsabilità, secondo antica maestria.

Cristo ma che senso ha mandare solidarietà di facciata ai poliziotti assaltati, mandati a fare da bersaglio, scrivere che mettere a ferro e fuoco le città è una cosa che non si fa? È il governo o il Libro Cuore? Rivolto a chi, un simile stupido paternalismo? A chi teorizza il diritto allo sfascio, il trionfo del viva la muerte! Senza l’ombra di un presupposto, per evidente strategia comunista? Loro non esprimono solidarietà ai poliziotti mandati all’ospedale, loro ammiccano a chi ce li manda, si muovono a loro agio nel caso.

Loro sembrano scemi, ma sanno cosa fanno. Una negoziante che si scusa, si vergogna di non avere offerto rifugio ai balordi, che avversione verso chi la sta difendendo, non è una sciocca: è una che testimonia un disastro compiuto, e le proteste nei commenti di chi resta normale sono aria che cammina, sono le grida disperate, spaventate di chi soccombe e lo sa.

Max Del Papa, 18 ottobre 2026

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