
C’è una domanda delle cento pistole (di Hamas) che gira, gira e più gira meno trova soluzione: ma cosa avrebbe fatto questa Francesca Albanese per diventare depositaria delle chiavi di ogni località? E Francy Francy non lo sa, che quando passa le dan tutte le città. Gira che ti rigira nessuno lo sa spiegare se non con la profezia che si autoadempie, è così perché è così, perchè deve essere così, basta la parola, Albanese, sarà che, con quel sorriso, può dire ciò che vuole. Tipo che i giornalisti si meritano gli assalti così imparano, che Hamas ha fatto cose buone, scuole, ospedali, che da essa parte una nuova rivoluzione globale, non meglio precisata ma anche qui basta la parola, intanto si parte, poi la palingenesi si autoadempie.
Non se ne esce neppure dopo la sortita del compagno europarlamentare, sindaco e fresco pregiudicato Mimmo Lucano che, con tempismo antagonista, ha lanciato una potentissima iniziativa e inedita, originale, sorprendente, proprio nel giorno in cui perfino l’ONU scarica la sua mercuriale funzionaria: le chiavi della città di Riace, che come trovata bisogna dire è quantomeno organica: se non ci va una come Albanese nella Riace di Lucano, chi ci va? Sarà una cerimonia meravigliosa, con Francy e Greta a ballare in tondo come in un carosello, a saltellare tutti insieme, anche Mimmo, anche Bonelli & Fratoianni, Ilaria Salis, Orsini, Moni Ovadia come nel Kasatchoc il ballo della steppa. Mancherà forse Soumahoro, visto che AVS l’ha sedotto e poi abbandonato. A completare l’opera, un clamoroso gemellaggio con Gaza, accolto sicuramente con entusiasmo nella Riace lucanizzata: adesso bisognerebbe sapere se Gaza è altrettanto contenta di gemellarsi con Riace, il cui sindaco creativo sfoggia un doppio tempismo militante visto cheè stato appena condannato in via definitiva dalla Cassazione, con il che può buon diritto raggiungere Ilaria Salis nel Pantheon di pregiudicati in AVS, da parte sua ancor più orgogliosa dei suoi neuroesponenti.
Tanta roba, però siamo ancora fermi alla domanda di cui sopra: Signore, perché? Che avrebbe fatto questa Albanese per trasformarsi in una sorta di san Pietra antagonista con le chiavi del paradiso in terra dei gazawi, anzi degli hamasi? Il lancio di agenzia della proposta mimmesca è roba da scompisciarsi e lo riproduciamo integralmente senza coloranti né conservanti: “Il sindaco di Riace ed europarlamentare Mimmo Lucano annuncia in una nota la proposta di cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati. “Come sindaco di Riace e come rappresentante al Parlamento europeo – scrive Lucano, idealmente in fascia tricolore e trombone – sento il dovere di parlare con chiarezza davanti alla tragedia che il popolo palestinese sta vivendo. Riace ha costruito la sua identità sull’accoglienza e sulla solidarietà. Siamo gemellati con Gaza, e questo legame non e’ simbolico: è un patto morale che oggi ci chiama a essere presenti, consapevoli e responsabili. Non possiamo ignorare ciò che accade nei territori palestinesi. Per questo motivo nel prossimo Consiglio comunale proporrò di conferire la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, che con il suo lavoro autorevole e indipendente presso le Nazioni Unite difende il diritto internazionale e da’ voce ai civili che non ne hanno. È un gesto che vuole riconoscere il suo impegno, ma anche ribadire da che parte sta Riace e da che parte sto: dalla parte dei diritti umani, della pace e della giustizia. Credo in un futuro in cui i palestinesi possano vivere finalmente liberi dalla paura, dal conflitto e dalla violenza”.
Popopopopooo pooo! Dove sarebbe il lavoro autorevole e indipendente, soprattutto, di Albanese presso le Nazioni Unite? Nelle relazioni che grondano faziosità, nella militanza a senso unico, nel senso che il senso lo conosce solo lei, è personalizzato e, come ha colto qualcuno, strategico, spararla sempre più grossa per restar nell’alone di luce? Così come resta da capire in quale modo Albanese difenderebbe il diritto internazionale, nientemeno, laddove si pone come megafono dei civili senza diritti e senza nome, bla bla bla. Davvero stare dalla parte di una che “perdona” i sindaci che chiedono il rilascio degli ostaggi ebrei, che si lamenta di essere “boicottata perché potente”, che fa le facce, sarebbe stare dalla parte dei diritti umani, della pace, della giustizia?
Siamo sempre al girarci intorno, è così perché è così, perché sì, perché lo dice il compagno Mimmo. Forse il futuro senza paura dei palestinesi non verrà mai, certo non fino a quando i tiranni di Hamas resteranno a torturarli, difesi da gente come Albanese. Che a Gaza sarà ancora molto popolare, ma dalle parti del Palazzo di Vetro meno e in Italia, dalle Alpi a Capo Passero, diremmo per niente: gli altri compagni della parrocchietta di Papp, Potere al Poppolo, hanno appena rilanciato su X una strampalata solidarietà dopo il contrordine dei compagni fiorentini che la avvocata alternativa non vogliono più vederla neanche pitturata e le hanno firmato il foglio di via chiavi in mano: i commenti sotto sono un tripudio, ce ne fosse uno solidale; a scorrerli, si direbbe che oggi come oggi la autorevole e indipendente funzionaria (ex?) ONU non sia esattamente votabile. Vedi come cambiano le cose, e così in fretta: appena ieri, in luglio, il sindaco barese, che si chiama Leccese, apriva le danze delle chiavi con granitica sicumera (oggi forse non è più così convinto), e a effetto domino tutte le altre città rosse: oggi perfino la ultra-ortodossa Bologna traballa, prende tempo. Domani la Albanese nessuno l’avrà mai proposta, insignita, conferita, inchiavardata. Resta da capire se quelli che cascano nell’orbita di Travaglio (Di Pietro, Ingroia, De Magistris, Sabina Guzzanti, Grillo, Albanese…) finiscono tutti allo stesso modo, cioè mica tanto bene, o se riparano al cor gentile del direttore del Fatto proprio essendo così. Altra domanda dei cento pistola, che forse non scopriremo nemmeno vivendo.
Max Del Papa, 5 dicembre 2025
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