
È salpata da Barcellona la Global Sumud Flotilla, una missione umanitaria che avrebbe l’obiettivo, inutile e pericoloso, di portare aiuti alla Striscia di Gaza a bordo di una armata Brancaleone invece di affidarsi ai canali già esistenti. La flottiglia è formata da decine di imbarcazioni, con attivisti provenienti da diversi Paesi. Tra loro c’è anche Greta Thunberg, nota attivista svedese per il clima. Con lo slogan “Quando il mondo rimane in silenzio, noi salpiamo”, l’iniziativa intende rompere il blocco navale su Gaza, dichiarato illegale dagli organizzatori.
La tensione e il cambio di ruolo di Greta Thunberg
La novità riguarda proprio la paladina della lotta al cambiamento climatico. Pochi giorni dopo la partenza, Greta Thunberg ha deciso di lasciare il comitato direttivo della missione, ma ha confermato la sua intenzione di partecipare come organizzatrice e attivista. In un’intervista ha dichiarato: «Tutti abbiamo un ruolo: il mio non sarà nel comitato direttivo, ma come organizzatrice e partecipante». La scelta è stata presa in seguito a tensioni legate alla comunicazione della missione, giudicata da alcuni troppo incentrata sulle dinamiche interne della flottiglia e non abbastanza sulla situazione in Palestina.
Scontri e defezioni tra gli attivisti
Durante la sosta in Tunisia, i lunghi tempi di attesa hanno generato attriti tra i membri degli equipaggi. Alcuni attivisti hanno deciso di abbandonare la missione, tornando a casa per varie ragioni, tra cui incomprensioni comunicative. Yusuf Omar, giornalista e influencer, ha annunciato il suo ritiro a causa di divergenze sui metodi comunicativi adottati. Nonostante queste difficoltà, la missione prosegue con la partecipazione di altre flotte che si uniranno al convoglio, incluse quelle provenienti dall’Italia e da Malta.
L’attacco del drone alla Family Boat
Il 9 settembre 2025, la Family Boat, l’imbarcazione principale della Flotilla, è stata colpita da un presunto attacco di un presunto drone (tutto da dimostrare) mentre era nelle acque della Tunisia. Gli attivisti hanno pubblicato video e immagini dell’incidente, sostenendo che un ordigno sarebbe stato sganciato sulla barca. Le autorità tunisine non hanno confermato la presenza di droni, affermando invece che si è trattato di un incendio nei giubbotti di salvataggio. Francesca Albanese, membro del comitato direttivo, e altri testimoni hanno fornito dettagli durante una conferenza stampa.
Cosa succederà alla Flotilla
Tel Aviv ha fatto sapere che non permetterà alle imbarcazioni di violare il blocco navale. Il 9 giugno 2025, Israele ha già fermato una delle navi della Freedom Flotilla, un’altra missione umanitaria diretta a Gaza, arrestando Greta Thunberg e altri membri dell’equipaggio. L’operazione è avvenuta nelle acque internazionali del Mediterraneo e ha portato al trasporto forzato della nave nel porto di Ashdod.
Oltre alla missione navale, gli organizzatori hanno promosso proteste e manifestazioni in 44 Paesi. Thiago Avila, attivista brasiliano coinvolto nella missione, ha ribadito l’impegno della Flotilla, affermando: «La nostra missione umanitaria non si fermerà e non sarà influenzata da alcuna minaccia». Ma la pagliacciata si preannuncia inutile.
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