Politica

La patrimoniale della Schlein? Una supercazzola

La segretaria del Pd ripropone un’idea già vista e contestata, destinata più a fare rumore che a risolvere i problemi del Paese

Schlein tasse ricchi Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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La proposta balzana di una tassa europea sui grandi patrimoni avanzata da Elly Schlein, sull’onda del surreale programma del nuovo sindaco musulmano di New York, colloca definitivamente il Partito democratico nell’area politica di estrema sinistra.

A questo proposito, proprio per rendere evidente l’attuale posizionamento del Pd, nel corso dell’acceso dibattito parlamentare alla fine del 2006 – secondo governo Prodi – Rifondazione comunista di Fausto Bertinotti ebbe la “magnifica” idea di realizzare una campagna comunicativa, prendendo come titolo quello di una soap opera messicana della fine degli anni ‘70,  denominata “anche i ricchi piangano”, evocando di fatto l’esigenza di bastonare i ricchi – che se non ricordo male all’epoca per i rifondaroli lo erano anche quelli con un reddito lordo di 50 mila euro – con una robusta patrimoniale.

Tant’è che, secondo una testimonianza di Alfonso Gianni, persino Massimo D’alema, che non è mai stato un sostenitore della scuola austriaca, “a suo tempo lo definì pressappoco come il manifesto più cretino che avesse mai visto.”

Ebbene, a distanza di quasi vent’anni abbiamo la segretaria del più grande partito dell’opposizione che ripropone la medesima e controproducente idiozia.

 

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Tra l’altro, l’obiettivo dichiarato dalla Schlein è quello “di ridurre le disuguaglianze e finanziare beni pubblici”; un obiettivo assolutamente vago, in linea con la sua impostazione stile supercazzola, e che non tiene conto di un aspetto che chiunque mastichi un minimo di finanza pubblica dovrebbe ben sapere.

In sostanza qualsiasi entrata straordinaria – a meno che la nostra pasionaria non abbia in animo di rendere permanente detta patrimoniale – non potrebbe mai coprire la spesa corrente, bensì essa avrebbe come unica destinazione, visto come stiamo messi in questo disgraziato Paese, la riduzione dell’enorme debito pubblico.

Inoltre, occorre sempre ricordare che in Italia l’Argentina di Milei è lontana anni luce e che, per questo motivo, il sistema fiscale è già pieno zeppo di piccoli e grandi tributi che, di fatto, rappresentano una sorta di patrimoniali occulte.

Tutto questo per finanziare una spesa pubblica che da tempo ha superato la soglia preoccupante del 50% in rapporto al prodotto interno lordo.

Si tratta, secondo gli economisti di area liberale, di un eccessivo controllo sulle risorse esercitato dalla mano pubblica che ha come principale effetto quello di bloccare le potenzialità di crescita del sistema Paese. Mettiamoci pure la scellerata patrimoniale di Schlein, Landini, Bonelli e Fratoianni e allora veramente la frittata è fatta.

Claudio Romiti, 10 novembre 2025

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