
Qui al bar lo abbiamo capito: la sinistra è la sinistra, noi non siamo un cazzo. Ilaria Salis può finire accusata per aver pestato un nemico politico in Ungheria e godere dell’immunità parlamentare, anche se il presunto reato non aveva nulla a che fare con la sua attività politica (a meno che nell’attività politica non rientri l’esercizio della violenza di piazza).
Francesca Ghio, consigliere comunale di Avs a Genova, può prima denunciare di essere stata violentata a 12 anni e poi insinuare che lo stupro di Norma Cossetto ad opera dei partigiani fosse meno grave perché la vittima era “iscritta al partito fascista”.
Loro possono occupare per anni uno stabile e presentare il conto da 3 milioni di euro ai cittadini italiani (il Leonka a Milano), oppure far pagare le bollette ai contribuenti onesti, con l’aiuto del Vaticano (lo Spin Time a Roma, dove a riattaccare la corrente ci aveva pensato l’elemosiniere di papa Francesco). Loro possono andare a manifestare anche se c’è un divieto imposto con tutti i crismi di legge e fare a botte con la polizia, come al solito. Al tempo stesso, possono rivendicare di aver “isolato e allontanato i violenti” dai loro cortei pro Pal, salvo che i violenti stanno sempre in mezzo a loro e mai in mezzo agli altri, chissà come mai.
È la sinistra in versione marchese Del Grillo: loro possono, noi no.
il Barista
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