La statua di Gesù coperta dal telo: lo sfregio degli islamici in preghiera

Bufera a Monfalcone dove la Chiesa ha concesso alcuni spazi per la Festa del Sacrificio. Cisint: "Inaccettabile"

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islam monfalcone

Oggi durante una celebrazione al Santuario, un gruppo di fedeli musulmani ha partecipato a una preghiera organizzata all’interno dello spazio sacro messo a disposizione dalla Chiesa. Piccolo problema: durante il rituale, è stata coperta con un telo una statua raffigurante Gesù Cristo, un gesto che ha suscitato reazioni e polemiche alla faccia dell’integrazione e del rispetto delle culture.

A Monfalcone e Staranzano, due comuni del Friuli-Venezia Giulia, le unità pastorali locali hanno concesso gli spazi parrocchiali per le celebrazioni. Per l’occasione, circa 4.000 fedeli si sono riuniti nei campi sportivi delle parrocchie. Gli organizzatori hanno espresso gratitudine per l’accoglienza: “Siamo grati per l’accoglienza ricevuta.” A Staranzano, il sindaco Marco Fragiacomo ha aperto le celebrazioni con un saluto ufficiale ai partecipanti. Simili eventi erano già stati organizzati in passato, come per la fine del Ramadan.

Un gesto che ha suscitato reazioni forti

Tuttavia, un episodio verificatosi durante la celebrazione ha scatenato molte polemiche. Nei pressi della chiesa della Beata Vergine Marcelliana di Panzano, una statua di Cristo è stata coperta con un asciugamano. La foto della statua ha fatto subito il giro dei social e non è passata inosservata. L’ex sindaco di Monfalcone, Annamaria Cisint, ora europarlamentare, ha definito il gesto “grave e inaccettabile”. Anche il consigliere di opposizione Sani Bhuiyan si è dissociato dall’accaduto.

La reazione della comunità islamica

La comunità islamica di Monfalcone ha preso fermamente le distanze dal gesto. In una nota, Rejaul Haq, presidente della comunità Baitus Salat, ha dichiarato: “Condanniamo fermamente questo gesto compiuto da una persona per ora a noi sconosciuta. Un buon musulmano deve avere un rispetto sacro per Gesù, che per noi è un grande profeta. Presentiamo le nostre più sincere scuse alla comunità cattolica.”

Il parroco Don Flavio ha confermato che nessuno avrebbe dovuto compiere un simile gesto. Ha promesso di verificare quanto accaduto e di approfondire la questione. “Io penso che così non si possa andare avanti – ha detto Cisint – Oggi per questa festa tribale l’Islam si è impadronita di tanti spazi. Abbiamo ceduto, hanno ceduto pezzi di casa nostra all’islam. E questo mentre nel mondo muoiono milioni di cristiani. Questo islam vuole imporre la sharia e sovvertire il sistema democratico”.

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