C’eravamo abituati alle guerre delle immagini, persino dei photo shop stile carestia a Gaza; improvvisamente con il conflitto in Iran e nello stretto di Hormuz, specie per quanto attiene i traffici marittimi si è ripiombati nell’infinito mondo dei proclami e quindi delle notizie contradditorie e di segno diametralmente opposto.
Ciò in particolare per quanto riguarda il destino delle navi che sono intrappolate da settimane nel Golfo Persico e che, da un lato, devono tentare di aggirare la chiusura altalenante dello stretto decisa dall’Iran e attuata – come ormai tradizione da decenni – dai famosi barchini dei Pasdaran che anche qui abbiamo scoperto essere nascosti, armati di missili e mitragliere, in tunnel (sta diventando davvero un vizio da Hamas agli Hezbollah ) che sfociano direttamente sulle coste iraniane del Golfo; dall’altro, specie se si tratta di petroliere provenienti dall’isola di Khargh e prevalentemente destinate alla Cina, devono intrufolarsi fra le maglie neppure troppo strette del Blocco navale americano.
Il risultato? Informazioni nella maggior parte inattendibili; improvvise fughe di navi verso la libertà frutto probabilmente di geniali strategie e meno geniali patteggiamenti; altrettanto improvvisi attacchi specie a navi portacontainer e attuati sia dall’Iran con i suoi metodi, sia dalla US Navy, a caccia di navi specie cinesi o riconducibili alla Cina sospettate di trasportare armi destinate al regime di Teheran o di petroliere che tentano di eludere il blocco.
Di certo a tenuta stagna lo Stretto di Hormuz non è davvero; e i due blocchi navali contrapposti appaiono più colabrodo, pericolosi colabrodo. Nell’apparente fatalismo di Emirati e Arabia Saudita che sembrano aver lanciato già il cuore oltre l’ostacolo, traguardando come opzione minima, un annichilimento della potenza iraniana sino a una possibile crisi della teocrazia al potere, le navi da Hormuz transitano. Se è vero come è vero che nel momento più acuto della crisi, risultavano prigioniere nel Golfo portacontainer per una capacità complessiva di oltre 430.000 teu e che ora in ostaggio di Hormuz sarebbero “solo” 100 portacontainer per una capacità di 270.000 teu.
Respingendo la pur suggestiva immagine di Lawrence d’Arabia dei vascelli del deserto, ovvero delle carovane, qualcuno, o meglio, tanti da Hormuz in questi giorni sono passati.
Ma in un quadro che resta profondamente contradditorio. Nei giorni scorsi sono riuscite a fuggire, in un convoglio lanciato a tutta velocità (si dice 22 nodi che rappresenta la velocità di un motoscafo e comunque il massimo per una grande nave passeggeri) sono uscite dal Golfo tutte e sei le navi da crociera che erano prigioniere dall’inizio del conflitto con equipaggi per oltre 7000 uomini complessivi A parte qualche sventagliata di mitra sulle ultime del convoglio guidato dall’Euribia della MSC, il blitz è riuscito alla perfezione.
Ma oggi improvvisamente, dopo che una portacontainer cinese sospettata di trasportare apparati civili dual use ovvero potenzialmente utili per l’industria militare di Teheran, tre navi portacontainer, due delle quali sempre della MSC di Gianluigi Apone sono state fatte oggetto di attacchi da parte delle Guardie della Rivoluzione che le deterrebbero in sequestro al largo delle coste iraniane. Anche in questo caso non vi è nulla di certo
Secondo quanto riferito dal centro britannico UKMTO (United Kingdom Maritime Trade Operations) due portacontainer sono stati colpiti da arma da fuoco in episodi distinti, mentre fonti iraniane vicine ai pasdaran hanno sostenuto che due imbarcazioni sarebbero state intercettate e indirizzate verso porti iraniani. In uno dei casi, la nave sarebbe stata avvicinata da un barchino armato dell’IRGC senza alcun contatto radio preventivo; il fuoco avrebbe provocato danni significativi alla plancia, ma senza feriti tra l’equipaggio. Non solo fonti iraniane avrebbero sottolineato fra le motivazioni dell’attacco alle navi MSC, una presunta vicinanza della compagnia a interessi sionisti.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).






