La strana festa della Svizzera

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Mentre in Italia impazza la campagna elettorale e le dichiarazioni dei politici si fanno sempre più agguerrite, mentre i principali candidati cercano di elogiare l’orgoglio nazionale ergendosi a paladini del buon governo e portatori di novità, uno dei Paesi ai nostri confini si unisce invece per celebrare la sua festa nazionale, tra tradizione e usanze un po’ speciali.

Ieri, primo agosto, era la festa nazionale svizzera ed è il giorno festivo per eccellenza nella Confederazione Elvetica. Quasi tutte le case (specialmente quelle abitate da elvetici “puri”) e le strade si vestono a festa: ogni balcone viene riempito di bandierine svizzere o bandierine dei vari Cantoni o bandieroni praticamente da stadio con la croce bianca in campo rosso. Lo stesso accade in ogni città, paesino, comune o agglomerato urbano: i vessilli rossocrociati, quelli del Cantone di appartenenza e quelli del relativo Comune spuntano e fanno bella mostra di sé in ogni angolo e in ogni strada. La festa si concentra intorno ad un pranzo molto ritardato (un misto di pranzo, merenda e cena tutti insieme), in cui ci si ritrova con parenti ed amici, in genere sotto forma di grigliata, e ai fuochi d’artificio serali (appena viene buio, quindi in genere in prima serata).

Come riportato dal quotidiano Blick, in un quiz per i lettori, ci sono alcune particolari caratteristiche del giorno festivo più sentito dagli Svizzeri. Eccone alcune. Il primo agosto si celebra la creazione del nucleo iniziale di quella che sarebbe diventata la Svizzera: nel lontanissimo 1291 i rappresentanti dei cantoni di Uri, Schwyz e Unterwald giurarono sul prato di Grütli (località nel cantone di Uri) siglando un patto di mutua assistenza e di protezione contro attacchi esterni. Il giorno di festa tuttavia iniziò a venir celebrato ufficialmente solo 600 anni dopo, nel 1891. Per renderlo veramente un giorno festivo si dovette però attendere il referendum del 1993 proposto dal partito degli Svizzeri Democratici: fino ad allora il primo agosto, per i pochi fortunati che non erano già in ferie, era un giorno lavorativo. Dal 1994 finalmente il primo agosto divenne un “vero” giorno festivo. Nella giornata della festa nazionale, come per tutti i giorni importanti che si rispettino nella Confederazione Elevetica, esiste un’usanza che come molte altre rendono alcuni giorni elvetici speciali: in questo caso le campane delle chiese alle ore 20 in punto suonano a festa per ben un quarto d’ora.

Celebrare la giornata di un Paese in un periodo in cui le scuole sono ancora chiuse e molti sono ancora in ferie non è forse la scelta più azzeccata. Tale giornata infatti è condivisa dalla Svizzera, dal Benin e da qualche altro Stato.

Andrea Gebbia, da Ehrendingen (Svizzera)

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