Voi commensali sapete che a noi zuppisti la scena dello schiaffone mollato da Brigitte Macron al marito Emmanuel è piaciuta molto. Chi se ne frega del motivo per cui ha caricato il braccio e sferrato la papagna, però insomma sono quelle immagini che ti restano impresse: vuoi la sfiga del portellone che s’è aperto troppo presto, vuoi la faccia di lui sgomenta, vuoi il presunto labiale di lei (“Stai lontano, perdente”), vuoi la scusa ridicola che si sono inventati quelli dell’Eliseo (“uno scherzo tra coniugi”) a cui non credono neppure i bambini. Un momento imperdibile.
Abbiamo già scritto che la figuraccia macroniana è passata un po’ sotto traccia sui giornali italiani, rubricata a questione personale. Ma oggi il Corriere della Sera ha raggiunto il suo apice. Stefano Montefiori, dopo la sviolinata per il presidente francese (“è un ottimo oratore che usa un francese ricco e corretto”), per raccontare la “sfera privata” di Emmanuel scrive che da tempo si accompagna con la “ex professoressa di teatro incontrata sui banchi del liceo, di 25 anni meno giovane”.
Capito? 25 anni meno giovane. Passi il fatto che lei era già sposata, che quando si sono conosciuti aveva 15 anni, ma vi sembra il modo giusto per descrivere la differenza di età tra i due?
Ora, sapete che in questi tempi di politicamente corretto ci siamo abituati a tutto. A tutto. Filippo Facci per Liberilibri ci ha pure scritto un vero e proprio dizionario delle parole che non si possono più usare. Però qui siamo oltre l’inverosimile. La parola giusta, caro Corsera, era “vecchia”. Cioè Brigitte è 25 anni più vecchia di Macron, non viceversa. Se proprio proprio vogliamo essere carini, possiamo parlare di “25 anni più anziana”, “più grande”, “più attempata”. Ma “25 anni meno giovane” non si può proprio sentire.
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


