
Come riferito dalla Neue Zürcher Zeitung, i 6 membri del consiglio di stato (il governo) del cantone Vallese hanno deciso oggi pomeriggio di garantire un aiuto immediato alle vittime del disastro di Crans Montana. Ogni ferito ricoverato in ospedale riceverà 10.000 franchi. La stessa somma sarà destinata ad ogni famiglia dei giovani che hanno perso la vita nel rogo del locale Le Constellation. Un gesto dovuto (forse anche per placare alcune delle critiche e polemiche montate in questi giorni), ma che non potrà mai colmare il dolore per la perdita dei propri cari o le sofferenze patite dai sopravvissuti.
Nel frattempo, come comunicato dal governo federale svizzero, il dipartimento di giustizia della Confederazione Elvetica controllerà entro febbraio eventuali falle nell’offerta di aiuto e il modo migliore per offrire sostegno economico. Non è ancora chiaro infatti se il sistema di sussidi forniti dalle assicurazioni per gli aiuti alle vittime e ai loro parenti sia adeguato nel caso di una catastrofe così immane. Il supporto della Confederazione, secondo i regolamenti svizzeri, è comunque sussidiario: il primo intervento spetta alle assicurazioni e al cantone coinvolto. Inoltre verrà aperto un conto bancario su cui si potranno effettuare donazioni. Il governo vallese sta pensando ad una Fondazione, che gestirà questi versamenti volontari.
Anche se purtroppo tardivamente, il consiglio di stato vallesano ha preso importanti decisioni su argomenti direttamente collegati alla tragedia di Capodanno. Innanzittutto vengono proibiti gli articoli pirotecnici in strutture accessibili al pubblico. Poi la formazione dei responsabili della sicurezza comunale verrà migliorata e soprattutto garantita. Infine si è deciso sullo sviluppo di una piattaforma IT per monitorare e documentare in modo semplice e professionale i controlli che il Comune deve effettuare nei locali pubblici.
Queste nuove risoluzioni del governo vallesano, concluse velocemente e forse senza neanche troppa pubblicità, confermano ancora una volta l‘approssimazione con cui veniva trattata la sicurezza dei locali pubblici fino alla fatidica notte del 1 gennaio 2026!
Andrea Gebbia, Ehrendingen (Svizzera) – „Tra cioccolato e realtà“
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