La guerra in Ucraina

La Svizzera si “arma” per la guerra energetica in Europa

I ministri delle finanze elvetici propongono un paracadute finanziario per le compagnie energetiche. Preoccupa la crisi del gas

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di Andrea Gebbia, da Ehrendingen (Svizzera)
La guerra in Ucraina, oltre alla drammaticità delle battaglie sul campo, a causa degli embarghi alla Russia e alle relative sue reazioni, sta creando anche una guerra economica europea, e probabilmente mondiale, sull’energia.

Come riportano, tra gli altri, Blick, 20minuten e lo zurighese NZZ, mercoledi 18 maggio, in una conferenza stampa, i ministri svizzeri delle finanze, Ueli Mauer, e dell’energia, Simonetta Sommaruga, hanno confermato la proposta di un paracadute finanziario per proteggere le maggiori Compagnie energetiche elvetiche in situazioni di emergenza. Il provvedimento riguarda le Società energetiche definite “critiche per il sistema”, cioè sostanzialmente Axpo, Alpiq e BKW. Lo scopo principale non è quindi quello semplicemente di salvare tali Società energetiche da problemi di liquidità finanziaria, creando possibili pericolosi precedenti nel settore, ma soprattutto quello di salvaguardare l’approvvigionamento di elettricità in Svizzera.

In caso una di queste maggiori imprese avesse una emergenza e necessitasse urgentemente di aiuti finanziari, il governo interverrebbe immediatamente (entro 48 ore). Questo perché i Cantoni non potrebbero garantire ingenti somme di denaro in tempi cosi’ brevi.

Il fondo per garantire il paracadute per le “emergenze energetiche” ammonterebbe a 10 miliardi di franchi svizzeri. L’interesse su tale prestito alle grosse compagnie energetiche per i casi di emergenza sarebbe intorno al 4-10%, molto ridotto rispetto ad un valore ipotizzato iniziale del 20-30%. La proposta di legge è in Parlamento e il governo si augura che possa essere approvata velocemente: verrà discussa prima dell’estate.

Il decreto si rende necessario per regolamentare un settore dove finora non esistono norme definitive per questi casi eccezionali in Svizzera. Per far fronte ai problemi energetici causati dalla guerra in Ucraina, la Svizzera ha anche deciso di rinforzare le sue scorte di gas per l’inverno. In aggiunta alle riserve che ammontano al 15% del consumo annuo svizzero, il governo ha deciso di acquisire opzioni per la fornitura di ulteriori 6 TWh (consumo annuo svizzero: 35 TWh) di gas non russo da Francia, Germania, Italia e Olanda.

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