
Donald Trump ha annunciato un cambio di posizione sulla questione dei documenti relativi a Jeffrey Epstein. Ieri, tramite un post sul suo social network Truth, ha chiesto ai Repubblicani di votare a favore della diffusione degli Epstein Files. «I repubblicani dovrebbero votare per la pubblicazione dei documenti Epstein. Perché non abbiamo nulla da nascondere. Ed è tempo di voltare pagina rispetto a questa bufala dei Democratici», ha scritto. Questa decisione arriva dopo settimane di pressioni interne al partito e critiche sulla sua gestione del caso.
Sfondo sul caso Epstein
Jeffrey Epstein era un finanziere accusato di aver sfruttato sessualmente decine di ragazze minorenni. Si suicidò in prigione nel 2019, mentre attendeva il processo. Negli ultimi mesi, nuove informazioni riguardanti il caso sono emerse, mettendo sotto pressione molti personaggi pubblici, inclusi esponenti del Partito Democratico e lo stesso Donald Trump. Alcune email recentemente diffuse da una commissione della Camera hanno rivelato che Epstein sosteneva che Trump «sapesse delle ragazze», senza però chiarire ulteriormente il significato di questa dichiarazione.
Lo scontro con Marjorie Taylor Greene
Il cambiamento di posizione di Trump ha esacerbato i rapporti con Marjorie Taylor Greene, deputata Repubblicana dalla Georgia e, un tempo, sua alleata. Greene aveva sostenuto la pubblicazione dei documenti e si era unita a un gruppo bipartisan per chiedere un voto obbligatorio sul tema. In risposta, Trump ha attaccato Greene definendola «traditrice» e «una vergogna per il Partito Repubblicano». Durante un’intervista alla CNN, Greene ha dichiarato di aver ricevuto minacce di morte dopo le critiche di Trump, aggiungendo che società di sicurezza private l’avevano avvertita del pericolo.
La divisione tra Trump e la sua base
La dura frattura tra Trump e Greene segnala tensioni crescenti all’interno del Partito Repubblicano. Trump ha accusato Greene di voler sabotare la sua immagine e ha persino suggerito agli elettori del suo distretto di scegliere un nuovo candidato alle prossime primarie. Nel weekend, il presidente ha diffuso diversi post su Truth contro Greene, chiamandola «pazza» e «deputata leggera». La deputata ha risposto sostenendo che la trasparenza sui documenti fosse una questione morale, non politica. «Non credo che le persone ricche e potenti debbano essere protette se hanno fatto qualcosa di sbagliato», ha dichiarato Greene durante un programma televisivo.
Sebbene Trump abbia chiesto la pubblicazione degli Epstein Files, ha cercato di orientare l’attenzione sui rapporti tra Epstein e figure legate ai Democratici, come Bill Clinton, Reid Hoffman e Larry Summers. Il presidente ha dichiarato che il Dipartimento di Giustizia indagherà su eventuali collegamenti tra Epstein e membri dell’élite democratica, ma ha anche invitato i Repubblicani a concentrarsi su temi economici. In un’intervista, Trump ha sottolineato i «successi» dei repubblicani, come i tagli alle tasse e la sicurezza dei confini, chiedendo di evitare di farsi distrarre dal caso Epstein.
Il nodo alla Camera
La Camera statunitense dovrebbe votare nei prossimi giorni una legge per rendere obbligatoria la pubblicazione dei documenti Epstein. Secondo alcuni analisti, ci sarebbero abbastanza voti a favore, con decine di Repubblicani pronti a unirsi ai Democratici.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).