
C’è qualcosa di sconcertante nella lucida follia che trapela dal “manifesto” che il 13enne di Trescore Balneario ha redatto prima di accoltellare al collo e al torace la sua professoressa di francese, Chiara Mocchi, di 57 anni. Tanto sconvolgente il testo quanto il video che lo stesso ha realizzato in diretta su Telegram per mostrare al “suo” mondo social quello che stava per fare: nel filmato, pubblicato oggi da tutti i media, si vede il ragazzino arrivare a scuola, percorrere i corridoi, tirare fuori il coltello, avvicinarsi alla prof e affondare la lama.
A provocare sconcerto è la consapevolezza che il 13enne aveva sulla sua condizione “favorevole” a commettere un simile reato. Sapeva di non rischiare nulla: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio – ha scritto -: non posso essere incarcerato, dato che in Italia l’età minima per la responsabilità penale è 14 anni, non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo“. Il manifesto è stato visionato in esclusiva da LaPresse. “Non è solo un atto di vendetta, è un modo per rompere una routine noiosa nel modo più estremo possibile. Sono stanco di essere banale, di dover fare sempre le stesse cose. Le regole non sono qualcosa che dovrei seguire, sono qualcosa che dovrei infrangere, e non c’è niente di meglio per farlo della vendetta, punire chi mi ha fatto del male“. Il giovane aggiunge: “Ho sempre amato infrangere le regole, che fossero etiche, morali o legali, tutte queste cose mi limitano, e se qualcosa sfida la mia libertà, lo sento come un attacco personale alla mia autonomia. Se qualcuno mi dice di non fare qualcosa, il più delle volte mi sento ancora più incline a farlo”.
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Il 13enne spiega anche quali sarebbero i motivi che lo hanno portato all’insane gesto. “La goccia che ha fatto traboccare il vaso e mi ha spinto a prendere questa decisione radicale è stata la mia diagnosi di ADHD“, si legge. “Ho difficoltà di attenzione, è un dato di fatto, eppure, quando mi è stato chiesto di fare un test sul mio comportamento, la mia insegnante mi ha dato punteggi bassi per quanto riguarda la distrazione, ma non esita a farmelo notare in classe, e questo mi fa solo arrabbiare. Mi sembra un sabotaggio. Mi sta incatenando a questa vita di difficoltà solo perché non le piaccio”.
Il ragazzo si stente “impotente”, ma è convinto di non poter “fare molto per cambiare il percorso che è stato scelto per me”. “La mia vita è dettata da adulti a cui non importa di me – insiste – La mia insegnante di francese non vuole altro che riempirmi la vita di dolore e sofferenza abusando del suo potere. È così impotente nella sua vita che decide che sfogare la sua rabbia su un gruppo di ragazzini delle medie sia un ottimo modo per rilassarsi”. Il 13enne è stato portato in una comunità, dove probabilmente rimarrà a lungo. In camera sua, durante le perquisizioni, sono stati trovati anche prodotti chimici utili a produrre piccoli esplosivi.
Articolo in aggiornamento
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