
Il Procuratore Nicola Gratteri, assurto a Nume Tutelare per il No al Referendum sulla Magistratura, pontifica da una settimana buona sul tema della separazione delle carriere. Sostiene dall’Alto (?!?) della sua esperienza che la Riforma mette i PM al servizio dell’esecutivo.
È singolare lo spazio e l’autorevolezza che lo circonda a fronte di risultati decisamente singolari che nessuno mai gli contesta, stante la sua copertura mediatica (come parlar male di Garibaldi)… Ci si prova qui di seguito:
1) Inchiesta “Poseidone” (definita nel 2018 dalla stampa Nazionale come “la più grande operazione degli ultimi 23 anni”): Su 169 imputati, 108 sono stati assolti tra rito abbreviato e ordinario. Questo caso costerà allo Stato circa 5 milioni di euro per ingiuste detenzioni.
2) Maxiprocesso “Rinascita-Scott” (2019-ancira in corso): Su 338 rinviati a giudizio, 131 sono stati assolti in primo grado. Il processo coinvolgeva originariamente centinaia di arresti (409 fermi iniziali).
3) Ingiuste detenzioni in Calabria (legate a inchieste locali, dell’era Gratteri dal 2018 al 2023). Per i soli procedimenti per i quali è già intervenuta almeno una sentenza di primo grado, Gratteri ha arrestato 1121 persone delle quali 423 si sono rivelate estranee ai fatti e assolte in 1° grado.
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Lo Stato ha già pagato 78 milioni di euro per risarcimenti dovuti a ingiuste detenzioni in Calabria, rappresentando un CLAMOROSO 35% dei casi nazionali.
Questo risultato imbarazzante, ottenuto dalle inchieste aggressive del Procuratore Gratteri, avrebbe meritato qualche considerazione supplementare sulle capacità di un magistrato che non viene chiamato MAI a rispondere dei suoi errori che minano la credibilità della Magistratura… Lo hanno invece promosso e ora è Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, dal settembre 2023.
Se il tasso di assoluzioni a livello nazionale supera il 50-60%, il livello di fiducia nel nostro sistema giudiziario non può che essere tra i più bassi d’Europa.
Giulio Galetti, 4 novembre 2025
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