Da quando in qua ammazzare un uomo è meno grave? Il modo in cui i media raccontano la storia di Alessandro Venier è aberrante. Titoli come “non apparecchiava la tavola”, “non lavorava”, “dava problemi in famiglia”…
Ora, io non ho motivi per dubitare che quest’uomo fosse un disastro di uomo, ma non si può far passare l’idea che ammazzare una donna sia più grave che ammazzare un uomo, che in fondo se uno non collabora in casa e non lavora un po’ se lo merita, che tutto sommato una madre che lo uccide, lo spezzetta con un’ascia e lo infila in un bidone ripieno di calce viva, non sia semplicemente una criminale che deve scontare fino all’ultimo giorno di galera.
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Si tenta addirittura di trovare una qualche attenuante nel rapporto speciale tra la madre della vittima e la compagna della vittima (che avrebbe partecipato al delitto). È un omicidio, e queste due signore sono due assassine! Non scherziamo! La retorica sul patriarcato e il femminismo tossico rischiano di farci perdere di vista una verità basilare: ogni vita umana è sacra.
Annalisa Chirico, 2 agosto 2025
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