Cronaca

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L’accoglienza di Sanchez porta caos: risse tra migranti e residenti

Il modello multiculturale spagnolo finisce in violenza. Immagini sconcertanti dopo un brutale pestaggio in strada

torre pacheco
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L’inclusivo e multiculturale modello del premier spagnolo Pedro Sanchez (tanto osannato dai socialisti italiani ed europei) inizia a fare acqua da tutte le parti, non soltanto per le accuse di corruzione fra le alte sfere del governo: negli ultimi giorni alcune piccole città della Spagna stanno affrontando un’escalation di violenza, fatta di pesantissimi scontri per le strade.

Ma procediamo con ordine.

Mercoledì scorso, nella cittadina agricola di Torre-Pacheco, situata nel sud-est della Spagna, un pensionato di 68 anni ha denunciato di essere stato aggredito da tre giovani di origine nordafricana.

Le immagini dell’aggressione, riprese in un video diventato rapidamente virale sui social, hanno infiammato il dibattito pubblico e gettato benzina sul fuoco di un malcontento latente.

In poche ore, la notizia ha scatenato una reazione veemente da parte di gruppi dell’ultradestra, che hanno lanciato un appello per la “caccia ai migranti”, cavalcando il disagio di una società spesso alle prese con i problemi dell’immigrazione incontrollata. Così, nella notte successiva, le strade di Torre-Pacheco si sono trasformate in un teatro di scontri, in cui la rabbia ideologica ha preso il sopravvento sulla ragione.

E da giorni, benché la vicenda non sia particolarmente citata dai media internazionali, la tensione non sta dato tregua: violenze a sfondo xenofobo hanno scosso il fragile tessuto sociale del paese, coinvolgendo cittadini stranieri e attivisti di destra in duri confronti. Le autorità locali riferiscono che almeno cinque persone sono rimaste ferite nel corso degli scontri e che una persona è stata arrestata.

Il bilancio è pesante, non solo per quanto concerne il danno di una città messa a ferro e fuoco, ma soprattutto per il colpo inferto alla convivenza civile. Torre-Pacheco si trova così, a distanza di giorni dall’inizio degli scontri, al centro di una crisi profonda.

Nonostante l’imponente dispiegamento delle forze dell’ordine, la situazione rimane tesissima, con alcuni gruppi di residenti che hanno iniziato a pattugliare le strade del centro cittadino. L’obiettivo dichiarato è la difesa del paesino, dopo l’aggressione subita dall’anziano.
Le immagini documentate dai quotidiani locali mostrano scene di rabbia e paura, in una cittadina dove la popolazione straniera rappresenta circa il 30% del totale (il doppio della media nazionale).

E sebbene le forze di polizia abbiano cercato di contenere la situazione, il senso di insicurezza ha spinto una parte della popolazione a farsi giustizia da sé, in una spirale che rischia di sfuggire al controllo. E chiaramente la comunità migrante, fatta anche di gente perfettamente inserita nella società, vive ora in uno stato di allarme, temendo ritorsioni indiscriminate.

Dal sindaco di Torre-Pacheco, Pedro Ángel Roca Ternel, arrivano molteplici inviti alla non violenza, dai leader conservatori spagnoli viene ribadita l’esigenza del dialogo e del ritorno alla legalità e alla civiltà. Dal Governo centrale spagnolo, che ha grosse grane a causa dei suoi scandali interni, giunge soltanto la ferma condanna verso i gruppi di estrema destra, colpevoli di ricorrere all’aggressività fisica e pertanto non giustificabili.

Certamente la violenza non è mai la risposta e genera solo altra violenza. Tuttavia il Governo spagnolo, in una situazione di distanza fra le parti come quella attuale, dovrebbe ricercare le cause scatenanti prima di condannare aprioristicamente l’uno o l’altro schieramento. Se una parte della popolazione reputa addirittura congrui i metodi violenti degli estremisti, è perché certamente ha la sensazione di essere vessata da chi si introduce nella sua società e abusa della libertà che quest’ultima gli concede.

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A maggior ragione, sé quella stessa parte della popolazione vede nel governo centrale non un alleato nella risoluzione delle controversie, ma un complice del “nemico”, allora è chiaro che si affiderà al primo gruppo che promette di ripristinare l’ordine, anche a costo della forza. Questo è esattamente ciò che sta succedendo oggi a Torre-Pacheco, ed è quello che succede in Italia con Articolo52.

Ma questo purtroppo Pedro Sanchez, da degno rappresentante della sinistra europea, non l’ha ancora capito.

Alessandro Bonelli, 14 luglio 2025

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