L’accusa della Meloni: “Clima insostenibile, la sinistra non minimizzi”

Il premier denuncia l’ipocrisia progressista e attacca: "Noi accusati di odio da chi festeggia l'omicidio di Kirk"

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Basta silenzi. Basta ambiguità. Basta giustificazioni. Ponendo l’accento sull’assassinio di Charlie Kirk, Giorgia Meloni smaschera quello che, a suo giudizio, è un clima tossico alimentato da una sinistra che predica bene e razzola male. Lo fa dalla platea della Festa dell’Udc a Roma, e le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni: la sinistra italiana, dice, “festeggia e giustifica” l’assassinio di un ragazzo colpevole solo di aver difeso le sue idee”. “Vengo da una comunità politica che spesso è stata accusata di diffondere odio – ha ricordato Meloni – guarda un po’ dagli stessi che oggi, tacciono, festeggiano e giustificano l’omicidio intenzionale di un ragazzo che aveva la colpa di difendere con coraggio le sue idee”.

Il riferimento, diretto e senza filtri, è al già citato omicidio del noto attivista conservatore americano. Un fatto di sangue che, secondo il presidente del Consiglio, è stato accolto da certi ambienti progressisti con una preoccupante indulgenza. Meloni cita nomi, entra nel merito, accusa chi – anche in Italia – si permette di pesare diversamente le vittime, a seconda del colore politico. “Ho letto commenti disumani sulla morte di Charlie Kirk” il j’accuse della Meloni: “Odifreddi ha detto che sparare a Martin Luther King e a un rappresentante Maga non è la stessa cosa. Dobbiamo immaginare pene inferiori per chi spara a un esponente di destra. Credo sia arrivato il momento di chiedere conto alla sinistra italiana di questo continuo minimizzare o giustificazionismo della violenza contro chi non la pensa come loro. È ora di dire chiaramente che queste tesi sono pericolose, impresentabili e antitetiche a qualsiasi embrione di democrazia”.

Non si fa attendere la reazione dei soliti noti. Matteo Renzi, con la consueta propensione alla polemica sterile, punta il dito contro Meloni e accusa la premier di “strumentalizzare”. A detta del leader di Italia Viva, il clima teso nel Paese sarebbe colpa del ministro Ciriani, reo di aver osato un paragone scomodo. “Io credo che sia arrivato il momento di dire a Giorgia Meloni che è l’ora di finirla di strumentalizzare e di fare la vittima su tutto. Il clima in questo Paese è esasperato dai cattivi maestri come il ministro Ciriani che ieri ha paragonato Italia Viva alle Brigate Rosse. La Meloni faccia dimettere il suo ministro e si scusi con le opposizioni”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Angelo Bonelli (Alleanza Verdi e Sinistra), che prova a spostare l’attenzione sulla responsabilità generale e invoca una generica “moderazione dei toni”. “Vorrei chiedere alla premier Meloni come si fa ad accusare la parte politica da lei avversa di essere responsabile di questo clima, addirittura qualcuno dice responsabile morale e politico, della morte di Kirk”. Bonelli racconta anche un episodio personale, un’aggressione verbale subita a Roma, come a voler rivendicare il ruolo di vittima, pur ammettendo di non sapere chi ci fosse dietro: “Passeggiavo per Roma con mia figlia di nove anni quando qualcuno dietro le mie spalle mi ha urlato minacce pesanti. Per non allarmare mia figlia mi sono trasformato in un cubo di ghiaccio. Ecco, io chiedo alla premier Meloni che tutti dovremmo abbassare un po’ i toni”.

Immancabile anche il coro del Partito Democratico, che si è affrettato a respingere ogni responsabilità con una nota congiunta firmata dai capigruppo Boccia e Braga e dal sempre presente Nicola Zingaretti. “Osserviamo, abbastanza sgomenti, il tentativo della destra, e oggi anche di Giorgia Meloni, di incendiare il clima politico con accuse insensate e pericolose all’opposizione. Come Pd, a partire dalla segretaria Elly Schlein, abbiamo espresso sempre parole di dura condanna per ogni tipo di violenza politica”. Il Pd rilancia la solita litania contro le armi negli Usa, condita da accuse al governo italiano di “parlare d’altro” per nascondere i propri limiti: “Chiediamo conto noi alla destra, soprattutto in Usa, di mettere al bando le armi. Meloni oggi straparla. Accusarci di chissà quali nefandezze serve solo alla destra per coprire il nulla cosmico dell’azione di questo governo”.

Ma stavolta Meloni ha scelto di non lasciar correre. La sua denuncia è precisa: l’indulgenza verso la violenza politica quando colpisce la destra è diventata sistematica. E il silenzio – o peggio – l’ironia con cui alcuni hanno accolto la morte di Charlie Kirk è la prova più evidente di un doppio standard inaccettabile. Una denuncia che spezza il consueto equilibrio ipocrita della sinistra italiana: quella che si straccia le vesti per una battuta sbagliata, ma resta in silenzio davanti a una pallottola.

Franco Lodige, 13 settembre 2025

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