
Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato di essere in possesso di “informazioni credibili” su un imminente attacco pianificato da Hamas contro i civili palestinesi nella Striscia di Gaza. L’annuncio è stato diffuso il stanotte e sottolinea che un’eventuale azione rappresenterebbe una “grave violazione” dell’accordo di cessate il fuoco in corso. Questo accordo, mediato da paesi come Stati Uniti, Qatar, Egitto e Turchia, aveva messo fine al conflitto durato due anni tra Israele e Hamas.
La chiusura del valico di Rafah
Secondo Hamas, la decisione di Israele di tenere chiuso il valico di Rafah costituisce una violazione diretta degli impegni presi con i mediatori internazionali. Il gruppo ha accusato Israele di utilizzare “pretesti inconsistenti” per evitare di rispettare gli accordi e ha chiesto ai garanti del cessate il fuoco di fare pressione su Tel Aviv affinché apra il passaggio. Il valico di Rafah è un punto cruciale per il flusso di aiuti umanitari verso Gaza, che rimane in una situazione di emergenza.
Consegna delle salme da parte di Hamas
Ieri, intanto, Hamas ha restituito a Israele i corpi di due ostaggi deceduti, tra cui quello di Ronen Engel, 54 anni, residente al kibbutz Nir Oz e fotoreporter volontario della Magen David Adom, l’equivalente israeliano della Croce Rossa. Engel era stato rapito e ucciso il 7 ottobre 2023 da Hamas. La sua identificazione è stata confermata dalle autorità israeliane. Mika Engel, figlia di Ronen, ha scritto su Instagram: “Dopo 744 giorni mio padre è finalmente tornato a casa. Non è come speravamo, ma finalmente è qui”.
Tensioni al confine libanese
Le forze armate israeliane hanno annunciato l’inizio, il 19 ottobre 2025, di una serie di esercitazioni militari lungo il confine con il Libano. Le operazioni, programmate in anticipo, dureranno cinque giorni e simuleranno scenari di difesa dell’area e risposta a minacce imminenti. Il contesto rimane delicato: secondo le Nazioni Unite, Israele continua a violare il cessate il fuoco con Beirut, causando regolarmente vittime nel sud del Libano.
Anche il nord della Cisgiordania è stato teatro di nuovi episodi di violenza. A Turmus Ayya, le truppe israeliane e i coloni hanno attaccato durante la raccolta delle olive, costringendo gli agricoltori ad abbandonare i campi. Simili attacchi sono stati segnalati anche a Rujeib e Al-Jaba’a, con gravi danni a raccolti e proprietà.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).