“L’alternativa è scarsa…”. In 2 minuti Prodi fa la festa a Schlein

L'ex presidente del Consiglio torna a bombardare la segretaria del Pd in diretta tv a Otto e Mezzo

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prodi schlein

Che Romano Prodi abbia perso da tempo stima politica per Elly Schlein non è certo un mistero, viste le critiche che più volte sono piovute dal padre nobile della sinistra all’indirizzo della segretaria del Pd. Vi ricordate quando l’accusò di azzoppare la democrazia candidandosi all’Europarlamento come capolista pur certa di rinunciare all’incarico e di non mettere mai piede a Bruxelles? Ecco. L’altra sera però Romano c’è andato ancora più pesante: “Il problema è che la destra può perdere voti solo se c’è una alternativa di governo con un programma e degli obiettivi precisi – ha sentenziato il Professore – E io vedo che l’alternativa è scarsa“.

Prodi insomma è convinto che il motivo per cui la destra guadagna voti è che “la gente dice ‘io voglio una alternativa concreta’” ma adesso il centrosinistra “non ha la forza né la visione futura per dire ‘io sono pronto a governare'”. Il che, in altre parole, significa fare la festa a Elly Schlein che da anni si dice “testardamente unitaria” ma spesso e volentieri, quando si candida a governare una regione con il M5S, finisce per prendere una scoppola. Senza contare che sì: in teoria grillini, piddini, Avs e un pezzo di centristi stanno cercando di formare un “campo largo”, ma solo pensandosi come opposizione a Meloni. Non immaginando un modo per governare insieme. Intanto infatti litigano un po’ su tutto: sulla guerra in Ucraina, su quella nella Striscia di Gaza, sui Pro Pal, sulle armi, sulle tasse, sull’Europa, eccetera eccetera eccetera. Insomma: a chi ha voltato le spalle la sinistra? “Secondo me all’Italia”, il riassunto di Prodi.

L’ex premier ha anche criticato le bordate che il Pd e gli intellettuali di sinistra riservano ogni piè sospinto al governo Meloni. Ovvero il fatto di trascinare l’Italia verso una “democratura”, una sorta di dittatura mascherata da democrazia. Anche Schlein aveva detto, durante un incontro del Pse, che in Italia è a rischio la libertà di stampa (e non solo) quando al governo ci sono le “destre estreme”, come si poteva vedere dall’attentato a Sigfrido Ranucci. Il Professore non è d’accordo. Certo: è convinto che Meloni abbia “un senso del potere molto forte”, ma “questo non vuol dire che sia a rischio la democrazia”: “Non esiste un problema di alternativa democratica in questo momento”. Con buona pace anche di Lilli Gruber.

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