L’ANM, il partito che farà il nostro bene (si fa per dire)

Dal referendum all’impegno civile: il rischio di una magistratura “militante”

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L’ANM, il sindacato dei magistrati, ha annunciato ieri con un post su Facebook la sua formale discesa in politica. La sua vittoria nel referendum è solo “un punto di partenza”, ci rassicura. Non basta, possiamo contare sul costante impegno della magistratura associata ad operare a beneficio di tutti noi: “La relazione con la società civile ha arricchito la magistratura e sapremo trovare gli strumenti perché questa ricchezza sia condivisa e vada a beneficio di tutto il Paese”.

Grazie, abbiamo finalmente un partito al di sopra di ogni sospetto. Anche la Costituzione ringrazia. Nessuno era riuscito a spiegarci meglio che il compito dei magistrati non è quello di applicare le leggi ma di utilizzare “la relazione con la società civile a beneficio di tutto il paese”.

E chi non accettasse questo beneficio? Si troverà dalla parte del male, è chiaro, ma i magistrati, che ne hanno il potere, sapranno come evitarlo. E la Costituzione vincerà di nuovo. 

Marco Taradash, 26 marzo 2026

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