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Femmina o femminista?

L’astrusa supercazzola di Murgia sulla Meloni

murgia meloni

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Mi chiamano da questo giornale on line, che è tra i più seguiti d’Italia, e mi dicono: te la senti di commentare l’ultimo delirio della Michela Murgia. Io faccio tutto. Non mi spaventa niente. Se no che giornalista sono? Io faccio tutto, ma su Michela Murgia mi arrendo, non ce la posso fare. Perché è un delirio manicomiale, un guazzabuglio strampalato senza capo né coda, giudicate voi:

“Se esistano o meno femministe di destra è una domanda che non porta da nessuna parte. Il giorno in cui mi metterò a dare patenti di femminismo alle altre donne deve ancora sorgere [il sole sorge, non il giorno: il giorno nasce]. So però per certo che esiste un modo femminista di esercitare la propria forza e uno che femminista non lo è per niente. [Non ho afferrèto, scusi, come direbbe Lino Banfi]. Ogni volta che incontro una donna potente, quello che mi chiedo è: che modello di potere sta esercitando? Se usa la sua libertà per ridurre o lasciare minima quella altrui, questo non è femminista [Che dici, io non ti capisco, le tartarughe non hanno sesso, sono ricchione, va bene? Sempre Lino Banfi al nipote rompicoglioni che sembra Baricco da piccolo]. Che sia di destra o di sinistra, se chiama meritocrazia il sistema che salvaguarda il suo privilegio di partenza e nega i diritti di altre persone, questo non è molto femminista. Che sia di destra o di sinistra, se il suo modello di organizzazione dei rapporti è la scala e non la rete, nemmeno questo è particolarmente femminista. Che sia di destra o di sinistra, se la sua visione della fragilità altrui è paternalista e l’unica soluzione che le viene in mente è una protezione che crea dipendenza, questo è il contrario del femminismo [Ma come parla! Come parlaaaa!!! Le parole sono importantiiii!!!, con processione di santi manrovesci, Nanni Moretti]. Che sia di destra o di sinistra, se per lei le funzioni patriarcali sono più importanti delle persone che le svolgono, questo senz’altro non è femminista [‘un ho capito ‘n cazzo!, Giovannone, il cuoco che ha ingallato la Mena, figlia del Mascetti, “sparecchiavo…”]”.

Quando ti ha preso il mal di stomaco feroce, la gastrite che scava nel senso che non c’è, finalmente l’illuminazione: “È quindi inutile chiedersi se Giorgia Meloni sia femminista o non lo sia solo perché è a capo di un partito. Fatevi domande sul suo modo di esercitare il potere e vedrete che il dubbio neanche vi viene. p.s. Sì, conosco anche donne di sinistra che usano il potere così, ma nessuna corre il rischio di diventare presidente del consiglio”.

Oooh, ci voleva tanto. Murgia ha la facondia, l’abbondanza dell’apprendista scrittora che non sa asciugare, non arriva mai al punto: Meloni fascista, vota Pd. Bastava questo. Dev’essersi detta che era troppo facile, bisognava arzigogolare con ricami di puttanate, solo che tutta questa incontinenza social non ha molto più senso di una cagata di rinoceronte sul divano di casa.

Ora, la Murgia comincia affermando di non voler dare patenti di femminismo, e chiude dando, più che patenti, direttamente ghigliottine. Parliamo pur sempre di una che, per inventarsi qualcosa, ha tirato fuori dei simboli criptici, delle vocali rovesciate, una cosa penosa, che rivaluta perfino quella che parla in corsivo.

Però facciamo a capirci. Non è che una deve per forza scrivere in giro e addirittura farla da padrona sulle testate che contribuisce ad affondare. A Repubblica e l’Espresso lo sanno bene, ma, per qualche misterioso motivo, non possono farci niente. E così continuano a inabissarsi. Meglio così. Però non chiamatela commentatrice, analista, intellettuale. Qui siamo al livello più imbarazzante, più infantile, malscritto, insensato e coprire tutto con improbabili complessità da interpretare, non fa che peggiorare la faccenda. Difatti sul social si stanno scannando per la pretesa di capire cosa cazzo volesse dire Murgia, al di là del sussunto: Meloni fascista, vota Pd. E i commenti non hanno molta più consistenza della commentata, perché poi ciascuno ha il suo pubblico sai. Ciao Michela, sei bellissimaaa…

Max Del Papa, 19 agosto 2022