Laura Boldrini senza ritegno: se insultano Meloni è solo un “equivoco”

L'intervista all'ex presidente della Camera su quel "cortigiana" pronunciato da Maurizio Landini ai danni della premier

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Basta vittimismo! E che cazzo! Quella cortigiana, aka zoccola, di Meloni la smetta di rompere i coglioni col suo vittimismo e riferisca in Parlamento! Di tutto: di essere la puttana del Trump, di essersi lasciata definire bella da Trump, di aver messo la bomba sotto la macchina di Ranucci, della pace a Gaza, dell’immediato sterminio di palestinesi da Hamas ma è sempre colpa di Israele, della strage di carabinieri da tre povere vittime del capitalismo (candidati col partito di Salis?), di ostinarsi nel restare al governo. Basta, bastaaa! Come diceva Artemio sotto la pioggia. La sinistra è impagabile, impareggiabile, non ha dignità, non ha ritegno e non perde occasione per dimostrarlo: anni a maledire tutto ciò che si muove in fama di patriarcato bianco tossico, le esaltate toscanelle che vogliono destrutturare il potere bianco, la giostra delle parole vane, il lievito dei farisei, un complimento, una galanteria fulminati come sessismo, ma chi l’ha deciso poi, chi cazzo l’ha deciso? Poi, appena uno dei loro dà a una donna odiata della zoccola del re: ah, avete capito male, ma quale sessismo, smettetela col vittimismo. Un imbecille grillino (sì, lo so che è una tautologia) ha pure detto: si è fatta dire così per continuare a ignorare i problemi degli italiani.

Arriva Boldrini, Laura Boldrini, e fa: “Ah, tutto un equivoco”, per dire il compagno Lando (sì, quello dei fumetti) non voleva offendere. E ci mettono pure la spocchia degli analfabeti, scomodano il terzo o quinto significato della Treccani, un po’ come al ginnasio si faceva la prima versione di greco della nostra vita scegliendo sempre la prima voce del Rocci, e poi venivano fuori capolavori di surrealismo come il seguente: “Questo tribunale, o uomini giudici, è più triste, solo deserto, di me che sto sperando…”.

Eh no, non voleva offendere il compagno Lando giacché “al maschile cortigiano ha un significato diverso da cortigiana”. Ma vatti a nascondere, te e il tuo genderfluid semantico. Cortigiana significa puttana, da Terenzio a Dante fino ai nostri giorni, punto. Non è mica colpa nostra se siete analfabeti e non di ritorno. E mi esprimo così perchè altro che sussiego, voi intendete solo il lessico familiare da caserma e da casino. Questo siete, con le vostre pose, con l’immancabile arrampicarsi sugli specchi insaponati con le ditine unte di grasso. La carica dei 101 farisei, per cui lo stesso termine, lo stesso insulto si configura a seconda di chi lo esprime e di chi lo riceve. Ma fatela finita, che ormai il gioco è logoro come la vostra coscienza, tutti, compreso quell’altro trombino del Foglio che neanche nomino, e tutta la compagnia dei farisei cantanti. Quell’altra, la Concita, che va a rompere i coglioni ai ragazzini delle scuole per fargli dire che “bella donna” dal Donald alla G è un insulto, quello, capite? Non cortigiana, ninfa egeria, mignotta, no, bella donna è inaccettabile, e siccome i ragazzini, molto più maturi di Concita, le rispondono correttamente che un complimento espresso con educazione non è mai un insulto ma qualcosa di gentile, che fa piacere, la sciagurata conclude: c’è molto da educare e anche da rieducare. Sì, e dove, come? Nei laogai? Ci pensi tu?

Ma state là, poveretti, che il vostro compagno scioperatore ne ha detta una delle sue e avendo il diplomino al minimo sindacale non sa di che erutta e se lo sa è peggio, o voleva insultare oppure neanche se ne accorgeva per mancanza di requisiti di base. E, attenzione, sia chiaro, a noi non ce ne frega niente dell’insulto alla G, si sa difendere benissimo da sola, ha tutto il potere che vuole e in ogni caso non è affar nostro, non è la nostra guerra, se mai la è, per la democrazia, questa ridda di parole che tutti volete maledire, censurare; e poi non si può sentire una simile cialtronaggine, questo pozzo senza fondo d’ipocrisia per cui gli stessi che si rotolano in terra al primo fiorellino rivolto, sghignazzano, alludono, azzardano le sgangherate esegesi per ribaltare l’etica e la cotica. Ma state là, che siete penosi, che non vi si sopporta, che nessuno vi regge più: avete superato le colonne d’Ercole del ridicolo e non tornate indietro, il vostro sussiego è patetico, la vostra spocchietta, penosa: a forza di tirarvela siete scaduti all’avanspettacolo, tutti, con la vostra militanza ottusa, il vostro spirito di Ventotene, il vostro opportunismo morale, la millantata culturella che si risolve in un coro di ragli.

Non andate presi sul serio, andate presi per il culo. Sempre, inesorabilmente. Perché l’unica cosa che sapete fare è coprirvi di squallore. La vostra superiorità morale merita risate a squarciapancia e l’abisso del disprezzo: dove siete voi, ciascuno di voi, ci sarà sempre una figura mortificante, pessima, meschina, imbarazzante. Grufolate nell’enciclopedia e neanche sapete leggere. Vi allevate alle brutture di Chiara Valerio, ai disegnini del Zerocalcare, al giornalismo gossipparo di chi siete, dopo che i vostri antenati si sono costruiti sulla pessima letteratura militante delle Feltrinelli, le Einaudi, sui miti rivoluzionari che non conoscevate e meno ancora capivate, sui comunicati brigatesi. Avete deficit culturali e non di rado mentali clamorosi. E state lì a difendere uno che ha dato della prostituta alla premier senza capire che dovreste dissociarvi senza riserve, e più per voi, per il vostro amor proprio che per difendere una che sì, coltiverà anche un pizzico di vittimismo strategico, ma in definitiva se ne fotte come ogni persona sana di mente.

Siete voi a tragediare per ogni stormir di fronda. Voi a voler vietare le parole. Voi a intestare a una 95enne di bianco vestita, che non si accorge del ridicolo, una commissione contro l’odio, nientemeno, che significa censura fascista. E poi fate gli esperti, fate i fenomeni per negare quello che è inconfutabile, che il vostro capetto sindacale, non sapendo niente, non trova di meglio che gratificare una donna dell’insulto più volgare. Ma state lì, che è lo stesso che l’ha appena accusata di genocidio di palestinesi. E finitela pure col giochino straziante del non mi avete capito, quello sì vittimistico ma in modo inverecondo: uno dice “eliminare ALMENO sul campo gli israeliani” e poi sono stato frainteso; l’altro “Meloni cortigiana” e non mi avete capito; quell’altra “bisogna comprendere la strage ei carabinieri” e sono i fascisti mi aggrediscono (sì, col manganello retrattile); quel’altro ancora sfoggia i nastrini neri per gli Hamas mascherati da giornalisti e poi, incredibilmente, “l’ha detto l’ONU e l’ONU non si discute”.

Come no, l’ONU pieno di Hamas. Vedi, caso, sono stati fraintesi ma sui social quelli che li esaltano hanno capito benissimo ed è tutta gente che, chissà come mai, inneggia al 7 ottobre, all’olocausto, alla banda armata, a tutti appesi per i piedi: non sono stati capiti o si son fatti capire benissimo? Siete una roba oscena, vi perdoniamo ma non fatelo più, e vi perdoniamo solo perché non sapete cosa dite, siete tragicomici, meritate solo un profondo compatimento. Però state lì, anzi state a cuccia, come ha detto uno di voi, quello snello, agile, simpatico, tollerante, a uno che non vi appartiene.

Max Del Papa, 17 ottobre 2025

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