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Le 3 riforme da approvare dopo il Sì

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Ascoltando la propaganda grillina, il taglio dei parlamentari viene presentato come la panacea di tutti i mali ma in realtà le cose stanno diversamente. A differenza delle precedenti riforme, al taglio dei parlamentari non segue una proposta di revisione dell’impianto parlamentare e sarà necessario intervenire quanto prima per riassestare il funzionamento della macchina democratica alla luce del minor numero di deputati e senatori. Ciò comporterà l’approvazione di una nuova legge elettorale che il governo vorrebbe fosse un proporzionale, anche in vista di una futura alleanza strutturale tra il Pd e il Movimento Cinque Stelle. Senza entrare nel merito di quale sistema elettorale sarebbe più consono adottare, ci sono tre misure che diventano prioritarie e da realizzare quanto prima che potremmo definire le tre p.

1. Preferenze

Anzitutto il ritorno delle preferenze anche alle elezioni politiche e l’eliminazione dei listini bloccati. Se è vero che le preferenze presentano alcune problematiche come il voto clientelare, sono però uno strumento di democrazia infinitamente più importante rispetto ai listini bloccati che, in concomitanza con il taglio dei parlamentari, favoriscono scelte calate dall’alto che spesso non tengono in considerazione criteri di carattere meritocratico o di consenso sul territorio. Un parlamento con un numero minore di membri, unito alla scelta dei candidati dalle segreterie di partito, rischia di diventare un luogo sempre meno rappresentativo della volontà popolare.

2. Primarie

E qui arriviamo al secondo punto, ovvero la necessità di introdurre le primarie per legge per la scelta dei candidati. Da tempo non si parla più delle primarie che rappresentano invece uno straordinario strumento di democrazia. Purtroppo negli anni passati in alcune occasioni si sono svolte senza rispettare regole chiare e trasparenti con il rischio che vi fossero brogli perdendo così il loro valore.

È necessario perciò regolamentarle per legge come avviene in altri paesi in modo che ci siano regole chiare e comuni per tutti i partiti, rendendole obbligatorie per la compilazione delle liste in vista delle politiche.

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LC
LC
23 Settembre 2020 17:46

A mio (modesto) parere il presidenzialismo sarebbe la miglior scelta democratica, come in molti altri paesi. Se il potere appartiene al popolo, venga esercitato appieno. Vero che la Costituzione parla anche di “limiti” , ma questi limiti possono essere proprio le scelte a maggioranza. A volte vincerà il centrosinistra, altre il centrodestra. Tertium non datur.

Luca Beltrame
Luca Beltrame
22 Settembre 2020 20:37

Perché si parla di preferenze e di tenere ancora il proporzionale invece di proporre un maggioritario uninominale a singolo turno?

Davide V8
Davide V8
22 Settembre 2020 20:20

1) Primarie per legge? Non si capisce perchè ad un partito debba essere imposto un modello organizzativo.
Per quanto siano apprezzabili, si intende.
2) Presidenzialismo? I vantaggi quali sarebbero?
In Francia funziona meglio che qui? Direi proprio di no. Anzi, i presidenti giocano a fare i piccoli dittatori ancor più che qui.
Negli Usa ci sono due rami del parlamento eletti in modo diverso, in modo indipendente dal presidente, con tempi diversi ed anche diversi tra loro, che costituiscono un contrappeso fondamentale rispetto al presidente.
E che sono anche una lezione fondamentale per chi non apprezza il bicameralismo (dicendo stoltamente che “non ha senso avere due camere che fanno la stessa cosa”, sigh): il fatto che, per fare qualcosa, camera + senato + presidente (realmente indipendenti, non come qui) debbano *concordare* è importantissimo e positivo.

Non si capisce la necessità di riforme superficiali, in stile renziano, per accentrare il potere. Il potere va limitato, non aumentato.
La riduzione del numero dei parlamentari non c’entra nulla con tutto questo.

Werner
Werner
22 Settembre 2020 18:41

Concordo pienamente su ritorno alle preferenze e modifica dell’architettura istituzionale con la trasformazione in una repubblica presidenziale, in cui il capo dello Stato é anche capo dell’esecutivo, e viene eletto a suffragio ogni cinque anni. Contrario alle primarie, perché i candidati vanno scelti dai partiti e dal momento in cui venissero ripristinate le preferenze sono poi gli elettori a scegliere se votare o meno i candidati proposti.

La legge elettorale ideale, a mio modesto parere, é il proporzionale con premio di maggioranza, con la quale il partito o la coalizione di partiti che ha ottenuto la maggioranza relativa su base nazionale, ottiene il 55% dei seggi alla Camera, e su base regionale al Senato. Inoltre, va a abolito il bicameralismo perfetto, con l’attribuzione del potere legislativo alla sola Camera dei Deputati.

Giovanni Crescenzi
Giovanni Crescenzi
22 Settembre 2020 18:41

Aggiungerei anche eliminazione dei senatori a vita ed anche eliminazione dei parlamentari (deputati e senatori) esteri.
Quest’ultimi, eletti da persone che vivono all’estero ( con interessi e vissuto all’estero) chi e che cosa rappresentano ? Se non vivi la realtà con cronaca e tasse nel tuo quotidiano come puoi pretendere di dire la tua sugli altri. ? Tanto polverone per rappresentanza diretta e poi ?

Fabio Bertoncelli
Fabio Bertoncelli
22 Settembre 2020 18:24

Presidenzialismo? Ma la sinistra lo ha già realizzato da decenni, a suo uso e consumo!
1) Scalfaro, 2) Ciampi, 3) Napolitano, 4) Napolitano: a voi risulta che siano stati presidenti della Repubblica super partes?
5) Mattarella: a voi risulta che sia presidente della Repubblica super partes?

Se qualcuno mi risponde di sí, a lui risponderò che oggi ho visto un asino: volava.