Le clamorose rivelazioni del pm Gallucci: “Indagavo su tutti, mi dissero di puntare la Lega”

Il magistrato rompe il silenzio: "Il procuratore non volle dire che Salvini non era a conoscenza dei fatti contestati". E si dice a favore della riforma della Giustizia

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Matteo Salvini Procura

Anna Gallucci, nata nel 1982, è un pubblico ministero presso la Procura di Pesaro. In passato ha lavorato come sostituto procuratore a Rimini e Termini Imerese. È iscritta alla corrente moderata di Magistratura Indipendente e ha ricoperto il ruolo di presidente della sottosezione riminese dell’Associazione nazionale magistrati. Recentemente, ha rilasciato dichiarazioni choc alla Verità sul rapporto tra procure e politica.

Nel corso della sua attività, Gallucci si è occupata di indagini che riguardavano sia il centrodestra sia il centrosinistra, in particolare durante un’inchiesta sul voto a Termini Imerese. Ha spiegato come, nel momento in cui si è trovata a indagare sul centrosinistra, l’atmosfera intorno a lei sia cambiata. Ha raccontato che Ambrogio Cartosio, all’epoca procuratore, le aveva indicato di concentrarsi esclusivamente sul partito “Noi con Salvini”, un’iniziativa condivisa con il procuratore generale Roberto Scarpinato. Tuttavia, Gallucci non ha mai avuto un confronto diretto con quest’ultimo.  “Io non ho fatto niente di particolare, le indagini capitano. E mi era successo di occuparmi sia del centrodestra che del centrosinistra in un’inchiesta sul voto a Termini Imerese – ha spiegato Gallucci – E posso dirle che quando mi sono imbattuta nel centrosinistra ho avuto qualche grattacapo, della cui gravità inizialmente non mi sono neppure resa conto, però l’atmosfera è subito cambiata”. E ancora: “Il procuratore Ambrogio Cartosio mi aveva dato come direttiva quella di procedere con richiesta di misura cautelare per i fatti che riguardavano il partito Noi con Salvini, dicendomi che era iniziativa condivisa con il procuratore generale Roberto Scarpinato, con cui io, però, non mi sono mai confrontata direttamente. Le risultanze delle mie indagini, come detto, erano più ampie e toccavano altri gruppi politici, non furono giudicate rilevanti dal dottor Cartosio, che mi indicò di chiedere l’archiviazione”.

La disobbedienza e le conseguenze

Gallucci non ha accettato la direttiva e ha deciso di procedere anche nei confronti di altri soggetti politici emersi durante le sue indagini. Ha spiegato di aver ritenuto necessario portare avanti tutte le iniziative investigative, motivando le sue decisioni. Questa scelta ha però avuto conseguenze: i suoi rapporti con il procuratore Cartosio si sono deteriorati, è stata avviata nei suoi confronti un’azione disciplinare e ha ricevuto valutazioni professionali negative sia da Cartosio sia da Scarpinato. Il Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) l’ha sentita in merito, decidendo di non dare seguito alle richieste dei due magistrati, ma Gallucci ha raccontato di avere trascorso anni difendendosi. “Il procuratore, titolare per legge dei rapporti con i cronisti, mi autorizzò a partecipare con lui a una conferenza stampa, all’indomani delle elezioni politiche del 2018 – ha aggiunto – Era stata indetta in occasione dell’esecuzione di una misura cautelare nei confronti di un presunto esponente del partito Noi con Salvini. Il mio ex capo ritenne, tuttavia, irrilevante precisare, come da me proposto, che dalle indagini era emerso che il senatore Salvini non fosse neppure a conoscenza della vicenda“.

La riforma della giustizia

Sul tema della riforma della giustizia, Anna Gallucci si è espressa favorevolmente. Ha dichiarato di appoggiare in particolare il sistema di sorteggio per la scelta dei consiglieri del Csm. Secondo lei, alcune modifiche introdotte dalla riforma Cartabia hanno già portato a una separazione concreta e la riforma attuale consolida questa situazione. Ha poi smentito l’idea che i pubblici ministeri possano essere controllati dall’esecutivo, spiegando che una misura del genere richiederebbe una revisione costituzionale specifica, al momento non prevista.

Gallucci ha anche sottolineato alcune problematiche relative alla gerarchizzazione nelle procure. Ha detto che, se un dirigente non è d’accordo con il lavoro svolto da un sostituto, può influenzarne la valutazione professionale. Questo, a suo dire, rende i sostituti più vulnerabili rispetto ai loro superiori. Ha ammesso di avere vissuto esperienze simili durante la sua carriera, il che l’ha portata a interrogarsi sul funzionamento attuale del sistema giudiziario.

Salvini: “Un altro caso Palamara”

Immediata la replica della Lega: “Leggo con enorme stupore e amarezza la coraggiosa intervista della pm Anna Gallucci a La Verità“, afferma in una nota il segretario Matteo Salvini. “È la seconda volta che emergono notizie sconvolgenti, con magistrati che cercano di mettermi in difficoltà. La prima è la tristemente famosa intercettazione di Luca Palamara, in cui ammetteva candidamente che avevo ragione a difendere i confini ma andavo attaccato”. “In queste condizioni – conclude il vicepresidente del Consiglio – è davvero arduo avere fiducia nella magistratura: eppure resto convinto che le toghe politicizzate siano una minoranza molto pericolosa che è necessario isolare per il bene della democrazia. Non possono usare il potere in modo distorto“.

ver “ritenuto di dover procedere ugualmente nei confronti di tutti i soggetti che erano emersi dalle indagini, spiegando le mie ragioni”. Ma “da quel momento i miei rapporti con il procuratore – spiega – sono cambiati e ho avuto l’avvio di un procedimento disciplinare e una nota negativa da parte di Scarpinato e il rapporto di professionalità negativo da parte di Cartosio. Il Csm mi ha ascoltato su questi aspetti, non dando seguito alle richieste di Cartosio e Scarpinato, ma intanto ho trascorso anni a difendermi”. La pm ricorda che “il procuratore, titolare per legge dei rapporti con i cronisti, mi autorizzò a partecipare con lui a una conferenza stampa, all’indomani delle elezioni politiche del 2018. Era stata indetta in occasione dell’esecuzione di una misura cautelare nei confronti di un presunto esponente del partito Noi con Salvini. Il mio ex capo ritenne, tuttavia, irrilevante precisare, come da me proposto, che dalle indagini era emerso che il senatore Salvini non fosse neppure a conoscenza della vicenda”.

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