
Un fascicolo che coinvolge 74 persone tra amministratori, architetti e imprenditori. Sei richieste di arresti. L’inchiesta sull’urbanistica scuote Milano e il suo sindaco Beppe Sala, anche lui iscritto nel registro degli indagati. Una vicenda che fa traballare Palazzo Marino: come vi abbiamo raccontato, la Procura meneghina ipotizza l’esistenza di un sistema parallelo per la gestione delle pratiche edilizie in città con tanto di favori, pressioni e pareri favorevoli ottenuti con modalità “distorte”. Un caso complicato, delicato. Ma non poteva mancare la filippica di Ilaria Salis.
L’europarlamentare eletta con il duo Bonelli-Fratoianni ha messo nel mirino la politica milanese che ha reso la città ambita dai miliardari, tanto da diventare una capitale da ogni punto di vista. L’incipit del suo j’accuse dice già molto: “Le manacce avide degli speculatori del mattone stanno strangolando la città. E lo sapevamo”. “Le manacce avide”: sì, lo ha scritto davvero. Ma poi ha aggiunto: “Non è solo vicenda di corruzione – che pur dovrà essere accertata -, è un sistema: è il capitalismo finanziario a cui è stata affidata la crescita di Milano. E sempre più città italiane fanno a gara per seguire lo stesso modello di ‘sviluppo’”. Ah, maledetto capitalismo.
La Salis ha poi imboccato la strada della filosofia da compagni: ”Quando il pubblico si piega agli interessi finanziari, quando l’obiettivo principale diventa attrarre ricchezza senza redistribuirla, quando si pensa al business ma non ai servizi, non si costruisce una città migliore. La si distrugge. Chi vive nella ‘Milano di sotto’, nei quartieri popolari e nelle periferie, lo sa bene. Da almeno Expo 2015 questo sviluppo tossico lo subisce sulla propria pelle, sopravvivendo a malapena tra abbandono, criminalizzazione e disprezzo (a volte travestito da peloso compatimento)”. Complicato prenderla sul serio, direte. E avreste ragione. Ma andiamo avanti.
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“Mentre il centro si riempie di milionari, studenti facoltosi e businessmen, le ‘classi pericolose’ – cioè i poveri – vengono spinte sempre più ai margini o direttamente espulse. E nemmeno le classi medie se la passano tanto bene: negli ultimi dieci anni il prezzo delle case è cresciuto otto volte più del potere d’acquisto, gli affitti si mangiano quasi tutto il salario” ha aggiunto la Salis, prima del grande finale: “Una dinamica fuori controllo, per una città sempre più invivibile – a meno che tu non sia molto ricco. Non provate a ridurre tutto a una ‘questione morale’. È un fatto politico. Non vogliamo più città governate per gli interessi (privati) degli affaristi. Vogliamo città al servizio dell’interesse (pubblico) di chi le abita – a partire dai bisogni di chi ha meno”.
Partiamo da un dato che la Salis sembra omettere: Milano è governata dalla sinistra. Da Beppe Sala, un verde. Non lo cita mai – chissà perchè – ma è così. Quindi potrebbe rivolgersi direttamente a compagni di partito e alleati. Ma il dato è un altro: perchè tutto questo pistolotto? Cioè: a cosa serve? Anche perchè, perdonerete la battuta, gli investimenti e le nuove costruzioni avrebbero messo a disposizione più case. Quindi nuovi “obiettivi” per i movimenti per la casa che rivendicano le occupazioni abusive. Insomma, si tratta dell’ennesimo delirio dell’attivista di estrema sinistra, pronta a dire la sua su tutto, nonché disposta a rivendicare le sue teorie astruse. Si salvi chi può.
Franco Lodige, 17 luglio 2025
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