Un nuovo Piano strategico triennale da 81 miliardi di euro, in grado di generare 170 miliardi di investimenti complessivi per l’Italia. L’impegno di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) per lo sviluppo del Paese passa da qui e si fa concreto attraverso alcune fondamentali leve di crescita. A parlarne nel dettaglio è stato Dario Scannapieco, Amministratore Delegato e Direttore Generale Cassa Depositi e Prestiti SpA, intervistato da Nicolaporro.it nell’ambito della Ripartenza 2025 di Bari.
Per far ripartire il Paese – ha illustrato Scannapieco – le leve principali sono quattro: credito, advisory, mandate management e investimenti. Partendo dal credito, Cdp ha scelto una direzione chiara: “Abbiamo abbassato la soglia di fatturato per permettere anche alle imprese più piccole di accedere direttamente al nostro sostegno”. Un’iniziativa che ha già dato frutti, soprattutto nel Mezzogiorno, dove sono stati concessi i primi tre prestiti indiretti. “Il Sud – ha sottolineato l’economista e numero uno di Cdp – mostra segnali incoraggianti di ripresa”.
Poi c’è la partita cruciale della consulenza agli enti locali, in particolare alle Regioni: “Stiamo aiutando a spendere in modo efficace i fondi europei, con risultati molto soddisfacenti in diverse aree del Paese”.
Altra leva strategica è il mandate management, ovvero la gestione diretta da parte di Cdp delle risorse messe a disposizione da Regioni e Stato, “perché siano utilizzate in tempi rapidi e con efficacia”.
Infine, il tema degli investimenti diretti: “L’Italia è fatta di micro e piccole imprese. Ma per competere oggi servono aziende più strutturate, capaci di investire in tecnologia, innovazione e internazionalizzazione. Serve un salto di scala”.
Cdp – ha quindi proseguito Scannapieco – non vuole sostituirsi al settore bancario, ma piuttosto affiancarlo. “Il nostro ruolo è complementare. Quando decidiamo di investire in un’impresa, il primo criterio che valutiamo è l’impatto, perché si fa un finanziamento per un progetto che arrechi un beneficio sociale ed economico alla stessa società o all’impresa, rendendola più competitiva”
Un approccio che guarda al lungo periodo e che, secondo Scannapieco, rappresenta anche una solida garanzia in un contesto di instabilità dei mercati. “C’è una percezione di affidabilità del Paese su cui bisogna fare leva per fare e continuare a fare quelle riforme che poi servono e sono necessarie per mettere in Italia su un sentiero di crescita più elevato. Non possiamo accontentarci di crescere allo zero virgola o all’uno virgola, dobbiamo fare le riforme per metterci su un sentiero di crescita più elevato”.
Marco Leardi, 16 luglio 2025
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