Qui al bar abbiamo visto la carrellata di immagini di politici di sinistra che solidarizzano con i giovani attendati, in protesta contro il caro affitti nelle grandi città, dopo essersi fatti belli alle inaugurazioni degli studentati creati dal governo e dalla ministra Anna Maria Bernini. L’ultima, ma non la meno illustre, è stata l’onorevole Irene Manzi, deputata del Pd, già responsabile scuola del partito, immortalata con la Bernini a Macerata al taglio del nastro di una residenza per universitari realizzata con i soldi del Pnrr e poi transitata direttamente alla manifestazione dei giovani davanti a Montecitorio, insieme a Elly Schlein.
Ma abbiamo scoperto pure che per un politico che va dagli studenti, c’è uno studente che va in politica. Proprio grazie alla farsetta delle tendine. Parliamo di Ilaria Lamera, la madre del movimento, che nel 2023 piazzò la sua tenda in piazza Leonardo Da Vinci a Milano, finendo per conseguire l’Ambrogino d’oro, quale riconoscimento al merito di aver stimolato il dibattito sul prezzo delle locazioni. Schizofrenia del modello Beppe Sala: prima lascia banchettare gli speculatori immobiliari, poi fa premiare chi non si può permettere di vivere in città in virtù di quelle scelte. Per la verità, Lamera non era proprio una fuori sede disagiata: originaria di Alzano Lombardo, sembrava le pesasse troppo la mezz’ora di mezzi che avrebbe dovuto sorbirsi da casa sua all’ateneo meneghino al quale era iscritta. Ora, in un’intervista al Corriere della Sera, ha svelato la sua nuova passione: “Ho preso la tessera di Europa Verde”. Ma guarda. “A Milano nel 2027 ci saranno le amministrative”, le chiede Anna Gandolfi, del quotidiano di via Solferino. “Ci fa un pensiero?”. Risposta: “Mai dire mai”, anche se “la città in cui mi sto impegnando è Bergamo”. Come volevasi dimostrare: non avendo trovato un posto letto, Lamera cerca un posto poltrona.
Tutto legittimo, eh. Ma a noi, qui al bar, sembra l’ennesima conferma che certe mode – vi ricordate le Sardine? – siano più un viatico per la ricerca di mercato di nuovi volti del progressismo, o uffici di collocamento dei partiti, che mezzi per risolvere i problemi delle persone, ragazzi o adulti che siano. Sono fenomeni che si possono strumentalizzare in un senso dell’altro: i politici di professione li possono cavalcare per guadagnare consensi facili; i manifestanti per vocazione li possono sfruttare per passare alla professione della politica. In fondo, l’Unione degli studenti ha beccato centinaia di migliaia di euro dalla Cgil; dove starebbe la spontaneità del movimento? “Le cose si cambiano anche da dentro”, ha detto al Corriere Ilaria Lamera. Per la serie: se non puoi batterli, unisciti a loro.
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