Cronaca

“L’impronta 33 con sangue e sudore”. Su Garlasco svolta oppure no?

La perizia depositata dai consulenti di Alberto Stasi. La difesa di Andrea Sempio: "Nessun timore, è analisi di parte"

Sempio Stasi Garlasco
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Sebbene in molti pensavano che la famosa impronta 33 del caso infinito di Garlasco fosse definitivamente accantonata, i consulenti di Alberto Stasi hanno presentato una perizia che metterebbe un forte discussione la tesi di chi ritiene che la nuova inchiesta promossa dalla Procura di Pavia sia una inutile perdita di tempo.

Ora partendo dal principio irrinunciabile della presunzione d’innocenza nei riguardi di Andrea Sempio, attuale e unico indagato, i riscontri dei citati periti di parte sembrerebbero andare nella direzione di ciò che scrisse nel 2020 il comandante del nucleo investigativo dei carabinieri di Milano, secondo cui “è logico e fattuale che l’impronta sulla parete delle scale appartenga all’assassino”.

“L’impronta 33 trovata accanto al cadavere di Chiara è intrisa di sudore e sangue”, si legge nella relazione firmata da Oscar Ghizzoni, Pasquale Linarello e Ugo Ricci. Questi esperti, in particolare, “hanno effettuato varie prove sperimentali – come riporta un articolo del Corriere della Sera – su un muro con una mano imbrattata di diverse sostanze”, giungendo alla conclusione che, dopo aver spruzzato una adeguata quantità di ninidrina, solo “un contatto palmare intenso, sicuramente non superficiale, avrebbe poi determinato l’intensa colorazione su cui ancora oggi si discute nei vari salotti televisivi. Secondo i pm, quell’impronta va attribuita a Sempio.

In pratica, gli stessi consulenti concludono che “l’analisi tecnico-dattiloscopica attuata sull’impronta 33, unitamente alle prove sperimentali effettuate sul muro con intonaco a diverse condizioni, consentono di ritenere che tale impronta fosse imbrattata di sudore e materiale ematico, atteso che solo in tale situazione si riscontrano i depositi di materiale organico rinvenuti sull’impronta n.33”.

Immediata e assolutamente scontata la reazione di Angela Taccia, legale del pool che difende Andrea Sempio, la quale così dichiara ad AdnKronos: “Siamo giunti a conoscenza del deposito della consulenza da parte della difesa Stasi, ancora una volta dai media. Nessun timore, è una consulenza di parte che ha il medesimo valore della nostra stessa consulenza. Niente è stato accertato. Siamo fiduciosi che la verità su Andrea Sempio verrà a galla, prima o poi”.

Inoltre, confermando un’altra bizzarria di questa drammatica vicenda, anche la parte civile, attraverso il legale Gian Luigi Tizzoni, contesta da tempo l’attribuzione dell’impronta 33 all’attuale indagato, che ribadiamo fino alla nausea va considerato innocente fino a prova contraria. Ma, dall’esterno, si ha la sgradevole impressione che lo faccia non tanto per particolare dedizione alla causa di Sempio, quanto onde dimostrare che l’unico colpevole possibile, malgrado una sentenza di condanna piena zeppa di dubbi e basata su una indagine costellata da sviste ed errori di ogni tipo, sia sempre e comunque Alberto Stasi.

Claudio Romiti, 25 luglio 2025

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