Cultura, tv e spettacoli

L’insano paraculismo di punire Boldi per la f*ga

Se una battuta basta a essere scomodi: il trionfo dell’ideologia sul sorriso

Massimo Boldi tedoforo
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La scellerata ideologia corretta politicamente continua a mietere vittime illustri anche nel patinato mondo dello spettacolo. L’ultimo, in ordine rigorosamente temporale, a patire sulla propria pelle la violenta scure dell’esasperato ideologismo wokista è stato Massimo Boldi, escluso dalla lista dei tedofori per delle libere opinioni espresse a margine di un’intervista, il cui contenuto è stato ritenuto “incompatibile con i valori olimpici e con i principi che guidano il lavoro del Comitato Organizzatore”.

Il Cipollino nazionale paga dunque a caro prezzo le ironiche dichiarazioni rilasciate nelle scorse ore al Fatto Quotidiano inerenti il suo personale rapporto con lo sport, immancabilmente condite, come di consueto, con quel pizzico di sana ironia che ha sempre contraddistinto la lunga e fortunata carriera dell’attore.

D’altronde, perché mai uno che di professione fa il comico e che ha costruito le proprie fortune professionali proprio sull’ironia dovrebbe esimersi dal fare qualche semplice battuta sui valori olimpici?

Che poi, del resto, anche se non si fosse trattato di mera ironia, ma, piuttosto, di affermazioni realmente sentite, che male ci sarebbe a rivendicare la propria passione per le donne e per i piaceri della vita? È forse così scandaloso riconoscere un dato di fatto, ovvero che tutti i giochi olimpici che rispettino si contraddistinguono, oltre che per le brillanti performance sportive, anche per la bella presenza e per le libertà che spesso e volentieri gli atleti scelgono di concedersi tra un’impresa sportiva e l’altra? No, non lo è affatto.

Al contrario, è alquanto ipocrita negarlo e scandalizzarsi per qualcosa che è ovvio e ampiamente risaputo. Ed è altrettanto ipocrita e assai poco coerente scegliere un tedoforo che di mestiere fa il comico, ma che c’entra poco o nulla con il mondo dello sport, e poi punirlo severamente per qualche battuta ironica o per aver espresso una libera opinione.

C’è poco da aggiungere, piegandosi dinanzi alle logiche imperanti del politicamente corretto, la Fondazione Milano Cortina 2026 non ha tutelato semplicemente i valori olimpici, come ipocritamente affermato nelle scorse ore dall’organizzazione non senza una cospicua dose di insano paraculismo per giustificare l’esclusione di Boldi.

Con questa decisione si è fatto di più, ma, comunque, nulla che abbia neppure lontanamente a vedere con lo spirito olimpico: si è scelto di sacrificare mestamente l’ironia e la libertà di espressione sull’altare dell’ideologia.

Salvatore di Bartolo, 21 gennaio 2026

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